Cadavere in via Cadriano: sembrava morte naturale, avvelenato nella notte di Halloween

Le indagini sono condotte dai carabinieri del nucleo Investigativo e della Compagnia di San Lazzaro: l'uomo sarebbe morto diversi giorni prima del suo ritrovamento a Granarolo dell'Emilia

La sera del 31 ottobre è uscito con degli amici, ma non è più tornato a casa. Il suo cadavere è stato ritrovato quasi una settimana dopo all'interno della sua automobile, parcheggiata in via Cadriano a San Lazzaro. Nessuno si era accorto della presenza del 54enne residente nel ferrarese, che se ne stava accasciato sul volante. Oggi 

Oggi i Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di San Lazzaro di Savena e della Stazione di Granarolo Emilia hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di una coppia di coniugi, F.C., 54enne bolognese, residente a Budrio e D.M.R., 49enne napoletana, residente a Bologna, indagati per rapina pluriaggravata, morte come conseguenza di altro delitto e indebito utilizzo di carte di pagamento

Inizialmente si pensava a una morte naturale, ma nel corso delle indagini dei Carabinieri, sarebbero emersi dei particolari che porterebbero sulla strada di una decesso dovuto a qualcosa di diverso. L'uomo di Copparo potrebbe infatti essere stato ucciso da un avvelenamento. E a seguito dei risultati dell'autopsia sono state fermate due persone per ordine della Procura di Bologna. 

Si tratta poprio di quella coppia di amici che avrebbe trascorso con la vittima la serata di Halloween. I tre pare si frequentassero e quel giorno potrebbero averlo avvelenato nel tentativo di stordirlo per poi usare il suo bancomat e fare un prelievo allo sportello: le immagini delle telecamere infatti li immortalano proprio in quella circostanza, nella notte del 1°novembre. I legali dei fermati respingono le accuse: secondo la loro testimonianza sarebbe stato lo stesso 54enne a fornire il codice della carta di credito ai due coniugi chiedendo loro di fare un prelievo per lui. 

La ricostruzione dei Carabinieri. L’uomo, pensionato e residente a Bentivoglio, dopo essersi allontanato da casa la mattina del 31 ottobre 2019, alla guida della sua Renault Clio, era stato rinvenuto cadavere il 6 novembre successivo a Granarolo Emilia. All’epoca dei fatti, la denuncia di scomparsa era stata sporta dalla moglie del 63enne che si era rivolta ai Carabinieri della Stazione di Bentivoglio. Dalle indagini dei Carabinieri, è emerso che i due rei, con premeditazione e in concorso morale e materiale tra loro, dopo aver incontrato il 63enne, lo avrebbero avvelenato per sottrargli il telefono cellulare e la carta bancomat per effettuare, a più riprese e con volto travisato, dodici prelievi di denaro contante dal conto corrente della vittima, per un importo complessivo di 1.900 euro. 

Nel corso di tali condotte, la somministrazione smodata dei suddetti farmaci, ha causato la morte della vittima per arresto cardiaco. I due coniugi, tratti in arresto dai Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di San Lazzaro di Savena e della Stazione di Granarolo Emilia (BO), sono stati tradotti in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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