Perde soldi al gioco, si finge vittima di rapina: trovate armi

Un 29enne è stato tratto in arresto dai Carabinieri della compagnia di Borgo Panigale. Il giovane custodiva arma da fuoco e proiettili

Una pistola con circa 36 proiettili, un coltello da combattimento Kukri, un tirapugni artigianale e un'altra lama, assieme a uno stemma nazista. E' quanto è stato trovato addosso e in casa di un 29enne,  a seguito di accertamenti dopo una vicenda dai contorni inizialmente poco chiari, ma che si è poi rivelata una montatura per nascondere debiti di gioco.

Così i Carabinieri della compagnia di Borgo Panigale hanno arrestato I.C., cittadino moldavo, ora ai domiciliari dopo l'udienza di convalida. Le accuse nei suoi confronti sono di porto abusivo di armi ed oggetti atti a offendere.

Al giovane i militari sono arrivati dopo accertamenti su una vicenda, accaduta un paio di settimane fa nei pressi di Calderara, dai contorni inizialmente non chiari. Il ragazzo aveva spontaneamente denunciato di essere stato vittima di una rapina a mano armata, consumata in strada.

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Davanti ai Carabinieri il 29enne, impiegato come dipendente di una ditta di consegne, ha raccontato di essersi avvicinato con il suo furgone a un'auto per una richiesta di soccorso, per poi venire minacciato pistola alla tempia da uno sconosciuto che poi gli avrebbe sottratto 1200 euro.

Da successivi riscontri sui movimenti del furgone però qualcosa non è tornato: il soggetto non era dove aveva dichiarato di essere. I sospetti dei Carabinieri hanno trovato ulteriori conferma con la visualizzazione di alcune telecamere di sorveglianza e hanno quindi deciso di sospettare del ragazzo.

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Unitamente ad accertamenti sulla sua storia giudiziaria, i militari si sono poi recati nel domicilio del 29enne, trovando poi le armi e lo stemma hitleriano. Il giovane avrebbe anche precedenti di natura politica, ma ha giustificato il possesso dell'effige con croce uncinata asserendo di essere "un appassionato di storia". La pistola, una Beretta 51, invece è risultata essere stata rubata durante un furto in appartamento nel bolognese nel 2016.

Tutto ciò è bastato per formulare l'imputazione formale del Pm Lazzarini, accolta dal giudice del Tribunale di Bologna. In base a quanto ricostruito il ragazzo si sarebbe inventato tutto, per giustificare all'azienda presso la quale lavorava l'ammanco della somma, quei 1200 Euro che il giovane avrebbe giocato e poi perso al gioco d'azzardo.

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