Ancora tensioni al carcere della Dozza: quattro agenti feriti

15 e 10 giorni di prognosi per i due penitenziari aggrediti nel reparto infermeria e nella sezione femminile

Ancora disordini al carcere della Dozza. Oggi un detenuto italiano ha ingaggiato una colluttazionie con due poliziotti che lo stavano riportando in cella nel reparto infermeria. 

Due poliziotte è invece stata ferita da una detenuta con problemi psichiatrici al piano terra, dove si trova il polo femminile per persone con disabilità mentale. Tutti gli aggrediti sono stati portatiin ospedale. 

"Siamo stanchi ed esausti di essere spettatori di aggressioni alla Polizia Penitenziaria", ha dichiarato Antonio Fellone, Segretario Nazionale del Sindacato Nazionale Autonomo di Polizia Penitenziaria. La prima, presso la sezione femminile, vedeva protagonista una detenuta straniera con problematiche di natura psichiatrica (già rea di altri episodi) che aggrediva due poliziotte penitenziarie e la seconda presso il reparto Infermeria, ove un detenuto italiano si rifiutava di entrare in cella e aggrediva due poliziotti penitenziari. Quattro poliziotti in ospedale per le cure e gli accertamenti del caso: ecco l'ennesimo bollettino di guerra" continua il sindacalista.

Infermeria, reparto crtico

La questione del sovraffollamento dell'Infermeria era già stata più volte denunciata, tanto che erano intervenuti i garanti, ma rimane ancora una sezione problematica. L'ultima aggressione risale una settimana fa e altri due agenti sono rimasti feriti. Da quanto si apprende, gli spazi sono ristretti, non si eseguono trattamenti medici, le ore d'aria sono poche e i detenuti non hanno disposizione neanche uno spazio o una saletta.

Ad alimentare la tensione contribuiscono probabilmente anche le alte temperature di questi giorni. "La struttura carceraria è in cemento e la sera nelle celle chiuse si vede la sofferenza - aveva denunciato il sindacato dei penitenziari Sinappe - i detenuti utilizzano recipienti pieni di acqua per immergere i piedi o si bagnano la fronte con pezze umide. Era stata fatta richiesta di ventilatori a batteria, ma senza esito". 

"Gestioni discutibili, precarietà della vigilanza dinamica, disfunzioni organizzative e carenze di organico fanno da cornice in questi depracabili avvenimenti a carico di donne ed uomini che servono silenziosamente il nostro Paese, a tutela della legalità - continua Fellone - i tempi ormai sono maturi,forse fin troppo, e pertanto scenderemo in campo - con delle azioni di protesta in ossequio alle nostre prerogative e auspichiamo fiduciosamente che il Ministro Bonafede attivi quanto prima attività risolutive rispetto alle serie ed allarmanti problematiche che afferiscono oggettivamente le carceri italiane". 
 

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