Carcere Dozza, entro 2 anni un nuovo padiglione e sezione dedicata alle detenute con figli

Necessaria una "cospicua immissione di personale", altrimenti "si rischia la paralisi", fa sapere Fp-Cgil. Il 12 aprile la visita dell'arcivescovo Zuppi

Lavori di ampliamento al carcere Rocco D'Amato, meglio conosciuto come "la Dozza": entro due anni verrà costruito un nuobo padiglione, oltre all'apertura di una sezione dedicata per le detenute con figli. 

Sarebbe necessaria una "cospicua immissione di personale", altrimenti "si rischia la paralisi", fa sapere Fp-Cgil di Bologna in una lettera inviata alla direzione del carcere, al Provveditorato regionale e al capo del personale del Dipartimento penitenziario nazionale.

"Dovrebbe aggiungersi la riattivazione dell'aula bunker in occasione del grado di appello del processo Aemilia, quindi un "significativo ampliamento di attività - per Cgil - salvo una cospicua immissione di personale proveniente dai prossimi corsi di formazione, rischia di paralizzare un sistema organizzativo gia' in grossa difficolà a causa della grave carenza di personale, a cui si fa fronte attraverso il ricorso sistematico al lavoro straordinario". Detta in altri termini, insiste il sindacato, "a contingenti invariati, tale situazione si tradurrà necessariamente in un generale peggioramento delle condizioni lavorative, a seguito del sicuro aumento del lavoro straordinario e di eventuali accorpamenti di posti di servizio, mettendo cosi' a rischio la stessa fruibilita' dei fondamentali diritti degli operatori". 

Per il sindacato si assiste anche a un "abbassamento generalizzato delle soglie di sicurezza" all'interno della casa circondariale pertanto "al fine di evitare di rincorrere i problemi anziche' prevenirli, magari con provvedimenti tampone estemporanei di distacco o missione, si chiede di programmare e pretendere un'integrazione di personale finalmente risolutiva, affinché la Polizia penitenziaria sia messa nelle condizioni di poter svolgere il proprio lavoro, senza continuare a dover effettuare ingenti aliquote di lavoro straordinario".

L'arcivescovo visita il carcere

Il 12 aprile è in programma la visita dell'arcivescovo Matteo Zuppi, che incontrerà i detenuti lavoratori nella fabbrica interna e che seguono percorsi di apprendistato e formazione professionale.

Nella visita all'impresa sociale Fid, creata nel 2008 dagli imprenditori bolognesi Maurizio Marchesini, Isabella Seragnoli e Alberto Vacchi, col contributo della Fondazione Aldini-Valeriani, l'arcivescovo sarà accompagnato dalla presidente dell'Assemblea legislativa, Simonetta Saliera.
Al gruppo dei sostenitori di Fid, di recente si è aggiunto anche il gruppo Faac, controllato dalla stessa Curia bolognese. "Oggi, a poco più di dieci anni di distanza, il progetto Fid è un'esperienza unica in Italia- si legge in un comunicato- che nasce dalla proficua collaborazione fra formazione professionale, mondo delle imprese e istituzioni".
 

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