Navile, chiude la caserma di via Barbieri: "Non vogliamo diventare il Bronx di Bologna"

Entro qualche mese verrà chiusa: 'Risparmio economico al quale anche l'Arma deve attenersi'. Non sono contenti il Presidente del Quartiere e i residenti. Intanto il comitato invia un esposto

Entro qualche mese la Caserma di via Barbieri, in Bolognina, verrà chiusa: su decisione del Comando Provinciale dell'Arma, verrà 'inglobata' in quella di Via Cipriani, zona Porta Lame.

Non sono tranquilli i residenti e non lo è il Presidente del Quartiere Daniele Ara: "Nessuno è contento che la caserma se ne vada, ma bisognerebbe parlarne con i Carabinieri, il Ministro dell'Interno e quello della Difesa, noi possiamo fare pochissimo" dichiara a Bologna Today "il problema è emerso più di un anno fa e ci siamo mobilitati con incontri, sostenendo petizioni e ordini del giorno. Abbiamo avuto la garanzia che aumentassero le forze in strada. Oggettivamente forse vale più avere personale in strada che quattro persone che piantonano una caserma".

INCONTRO PUBBLICO. Il 28 maggio scorso, in un incontro pubblico con la popolazione residente, venne illustrato come il trasferimento del presidio non significasse una perdita sul piano della sicurezza: in quell'occasione pateciparono il Colonnello Alfonso Manzo, Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, il Maggiore Luca Palmieri, Comandante della Compagnia Carabinieri Bologna Centro,  il Viceprefetto dott. Angelo Sidoti, Capo di Gabinetto della Prefettura e il dott.Castore Arata, Capo di Gabinetto del Sindaco di Bologna, oltre ai ai Presidenti dei Quartieri Navile e San Donato.
Rassicurazione in merito all'impegno e alla figura del Carabiniere di quartiere per una decisione presa anche a seguito di "un’analisi sui costi e sul risparmio economico al quale anche l’Arma dei Carabinieri deve attenersi come tutti gli altri apparati dello Stato; un risparmio di € 120.000 all’anno essendo l’attuale Stazione in affitto" si legge nell'Ordine del Giorno che riporta il resoconto della riunione, ma anche una rassicurazione, ovvero il "miglioramento del controllo del territorio dovuto proprio al risparmio economico".

Ma i residenti non sembrano convinti: "Speriamo mantengano quanto hanno promesso" ci dice una signora "qui c'è anche la Caserma Sani, una struttura malfrequentata, dove tutti possono entrare, ci ho visto anche un signore che faceva sgambare il suo cane..."

E' con il calare della sera che il quartiere diventa più problematico, diverse le aree di spaccio e tanti i controlli delle forze dell'ordine sullo scambio di stupefacenti, che spesso avviene alla luce del sole: "Non diamo solo la colpa agli stranieri, loro vendono, ma gli italiani comprano, appena vedono le pattuglie si mettono in bocca delle palline di carta argentata" ci dicono. E, forse il racconto più inquietante, quello di una tossicodipendente italiana che compra droga portandosi dietro due figli minori: "Forse si prostituisce anche, e poi il centro massaggi prostatico che hanno chiuso? ne vogliamo parlare?"...

I COMITATI. Sono due nel quartiere le realtà nate per renderlo vivo e tenere lontano il degrado, "Progetto Bolognina" e il "Comitato Cittadini Navile". Quest'ultimo in particolare ha presentato proprio il 7 gennaio un esposto indirizzato al Ministro dell'Interno Alfano, della Giustizia Cancellieri, al Prefetto di Bologna Sodano, al Sindaco Merola, al Questore Stingone e al Comandante dei Carabinieri Jannece: una denuncia dei tanti episodi di criminalità e delle tante aree dismesse spesso teatro di spaccio "Non vogliamo diventare il Bronx di Bologna" si legge, così la richiesta di una più massiccio spiegamento di forze dell'ordine, anche in vista del trasferimento della caserma.

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