Castello D’Argile: operaio licenziato, incendia magazzino per vendetta

Pakistano appicca il fuoco sul luogo di lavoro per vendicarsi del licenziamento. Incastrato dal figlio 13enne dell'imprenditore, che lo ha sorpreso mette aizzava il rogo e ha raccontato l'accaduto

Il rancore per aver perduto il proprio posto di lavoro, ha spinto un operaio ad architettare una dura vendetta contro il datore di lavoro, che lo aveva licenziato un paio di mesi prima a causa di alcuni screzi nati tra loro.
Così l’uomo, un 31enne pakistano, domenica sera ha deciso di appiccare un incendio nel magazzino usato come deposito merci dall’ex titolare, che gestisce un negozio a Castello d’Argile.

Dopo essersi introdotto nel casolare furtivamente, l’uomo ha dato alle fiamme alcune custodie per cellulari lì conservate; consumata la sua vendetta, si è poi dato alla fuga pensando di essere al riparo da sguardi indiscretio. Ad assistere alla scena, invece, si trovava casualmente il figlio 13enne dell’imprenditore, la cui testimonianza ha permesso ai carabinieri di risalire facilmente al piromane.

Il pakistano, che a suo carico contava precedenti penali, è stato così denunciato per danneggiamento seguito da incendio.
 

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