Chiude palestra in Bolognina, cittadini pronti al presidio: "Per noi punto di riferimento"

Il centro commerciale della Bolognina non è in linea con gli standard e, dopo la Coop, la palestra Virgin se ne va. I cittadini non si arrendono: «Chiediamo aiuto all'amministrazione, per noi un centro sportivo qui è importante»

Il prossimo 31 luglio la palestra ospitata dal centro commerciale della Bolognina Officine Minganti chiuderà. A comunicarlo ufficialmente un foglio su carta intestata Virgin Active, dopo mesi di "voci" e la recente cessazione nella stessa area del supermercato Coop, che aveva provocato non poche perplessità su quel bel progetto di cui resta oggi soltanto un ristorante etnico.

I residenti della zona però non accettano questa chiusura e, dopo aver creato e animato con confronti e discussioni un gruppo Facebook ad hoc ("Quelli che vogliono che Virgin Active resti in Bolognina") annunciano anche una protesta per la data dell'abbassamento definitivo delle serrande.

«Ci chiediamo perché la palestra voglia lasciare questa zona, dove fra l'altro gli iscritti ci sono e gli affari vanno bene - spiega Chiara Toscano, residente della zona e amministratore del gruppo social - anche se sappiamo che la spiegazione data è che questa location non è più in linea con gli standard del brand, che invita gli iscritti a proseguire le loro attività sportive nella sede di Casalecchio o in quella nuova che verrà aperta in centro, in zona Via de' Carbonesi. Sappiamo anche che alle Minganti gli affitti sono alti e che sono previsti dei lavori di consolidamento antisismico e ristrutturazione, ma ci chiediamo comunque perchè non ci abbiano almeno provato a far restare la nostra palestra, considerando anche che non tutte le persone che ci lavorano saranno riallocate. Colpa della gestione scellerata delle Minganti? Chiediamo almeno che ne arrivi un'altra con le stesse caratteristiche perchè per noi è un punto di riferimento importante». 

Residenti della Bolognina determinati: «Il 31 luglio faremo una protesta»

Questo gruppo di cittadini, oltre ad aver creato uno spazio sui social, ha scritto alle istituzioni per mettere in evidenza gli effetti dannosi di questa chiusura indirizzando il messaggio non solo al sindaco Virginio Merola, ma anche al presidente di quartiere Daniele Ara, che si è espresso sulla questione appoggiando il punto di vista dei promotori della protesta: "Penso che sia legittimo che queste persone contestino la chiusura del centro visto che la fiducia data a Virgin evidentemente non è stata ben riposta. Anche noi siamo ansiosi di capire che progetti ha la proprietà e anche se non possiamo interferire nei rapporti fra privati, assicuriamo che quel posto non resterà vuoto e che per quello che sappiamo ad oggi tornerà ad esserci una palestra con le stesse caratteristiche». 

La lettera al sindaco: «Così lasciamo altro spazio al degrado»

«Vorremmo che l'amministrazione ponesse attenzione sugli effetti dannosi che la chiusura della Palestra Virgin Active delle Officine Minganti provocherà su un area già critica come il quartiere Bolognina. Parliamo non solo in qualità di soci affezionati del centro sportivo, ma anche in qualità di cittadini e abitanti di un’area sempre più degradata e abbandonata a se stessa. In effetti la situazione del centro commerciale non rispecchia gli standard che la società prevede per i suoi centri, soprattutto dopo l’epidemia di abbandoni che ha colpito ad uno ad uno tutti i negozi, per ultimo il supermercato Coop.

“Conquista lo spazio, il tuo spazio” è lo slogan che leggiamo ogni giorno sulle serrande abbassate di tutto lo stabile, e suona come un beffardo e tristemente ironico invito a spacciatori e soggetti poco raccomandabili a collocarsi definitivamente nello stabile. All’interno della palestra siamo quasi 4.000 iscritti e la nostra costante e quotidiana presenza ha finora tenuto alla larga questa microcriminalità ma già dalla chiusura della Coop abbiamo assistito ad una conquista quotidiana del piano terra. Non possiamo permettere che Virgin Active perda il suo spazio, che i dipendenti non abbiano più un posto di lavoro, e che l’intera comunità perda l’unico centro di aggregazione presente in zona. La palestra è diventata un polo di attrazione per persone del quartiere delle più disparate età e ci stupisce negativamente che l’amministrazione comunale non stia facendo nulla per tutalare il tanto millantato diritto allo sport e alla salute dei suoi Cittadini.

Molti giovani, compresi i nostri figli, hanno scoperto grazie a questo centro vicino alle nostre abitazioni, i benefici dell’attività fisica, hanno trovato un ambiente sano e di aggregazione sportiva dove stringere amicizie; per non parlare di quella parte di comunità appartenente alla terza età, siamo tutti a conoscenza di come l’attività fisica praticata dagli anziani incida positivamente sulla loro vita e di conseguenza sui conti della sanità pubblica».

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