Colloquio di lavoro: i 5 errori da evitare se vuoi farti assumere

E' difficile trovare un impiego in tempi in cui il mercato del lavoro non naviga a vele spiegate, quindi, ottenuto un colloquio di lavoro, non possiamo permetterci il lusso di 'inciampare'. Carmen Filippo, consulente HR, ha tracciato un prezioso 'vademecum'

Anche nella ‘grassa’ Bologna il mercato del lavoro non naviga a vele spiegate e trovare un impiego è diventata un’impresa ardua. A volte è già una conquista riuscire ad ottenere un colloquio, ma se si ha la fortuna di farsi aprire le porte allora dobbiamo essere in grado di saperci giocare il ‘tutto per tutto’.
Sangue freddo, presentiamoci preparati davanti al nostro possibile datore di lavoro e, soprattutto, facciamo attenzione a non inciampare in errori, a volte sciocchi, che potrebbero farci perdere l’opportunità che tanto aspettavamo.
Carmen Filippo, consulente HR, ha tracciato un utile ‘vademecum’ su ciò che deve essere assolutamente evitato in sede di colloquio.  Si tratta di piccole accortezze, ma fondamentali sulla percezione che avrà di noi il nostro interlocutore.

1.    Evita di arrivare in ritardo o troppo in anticipo. Partiamo dalle basi. Possono essere concetti scontati, ma il detto “repetita juvant” non è mai troppo abusato. Soprattutto nel caso di colloqui per persone che si affacciano per la prima volta al faticoso mondo delle interviste, la puntualità è un must. I recruiters sono molto suscettibili su questo aspetto. È un dato di fatto e potrebbe influenzare negativamente l’esito del colloquio. Se non ne siete convinti, vi invito a leggere qualche ricerca sulla figura dell’ancoraggio in psicologia cognitiva. Inoltre, arrivare puntuali è segno di rispetto e di attenzione e cura. Se nella testa vi echeggia quella frase di consolazione che spesso si sente ripetere, “meglio tardi che mai”, beh.... cancellatela immediatamente nel caso di un colloquio. Sicuramente, è preferibile arrivare in anticipo, ma non troppo. Per cui, a tutti gli ansiosi, spesso a ragion veduta, che si muovono da casa come se dovessero prendere un aereo e che arrivano davanti alle sedi aziendali anche mezz’ora prima dell’appuntamento, consiglio di fare una passeggiata per rilassarsi o di andare a prendere una bibita e aspettare che manchino solo una decina di minuti per poi presentarsi alla reception.
2.    Evita di presentarti con il look sbagliato. Di sicuro è un errore rimediabile, poiché la sostanza vince sempre sulla forma. Questo per dire che, anche nel caso in cui ad un colloquio formale con presente l’AD dell’azienda in questione vi presentiate con jeans sdruciti e t-shirt dei Metallica, sicuramente se avete una professionalità e degli argomenti convincenti, potreste essere apprezzati ugualmente e magari risultare vincenti nella competizione per il posto di lavoro. Potreste. Poiché in alcuni casi, invece, ahimè la valutazione viene effettuata anche sul physique du role. E vale in entrambi i casi: sia se ad un colloquio formale per un ruolo come il controller o lo specialista di finanza arriviate vestiti come se doveste andare a pesca, sia se ad un colloquio per ruoli più smart, come in un agenzia pubblicitaria o in una start up di nerd, vi presentiate con abito gessato. Anche se l’eccesso di zelo vince sempre sulla trasandatezza.
3.    Evita di mascherare come sei fatto. Sappiamo tutti che un colloquio di lavoro, in fondo, è una compravendita. Pertanto, è lecito ed è tacito per entrambe le parti che di sicuro si cercheranno di mettere in mostra tutte le qualità, cercando di glissare su quelli che vengono spesso definiti punti di miglioramento. Sapersi vendere è giusto e viene apprezzato nel momento in cui si parte dall’assunto che devi essere tu il primo a credere in te tesso. Ma non bisogna esagerare. Anche perché, ormai nell’era del web 2.0 che si sta muovendo velocemente verso il 3.0, tutti i recruiters hanno la possibilità di reperire informazioni anche da altre fonti che non siano i cv. I social network sono un importante strumento che viene sempre più spesso utilizzato per i processi di selezione e recenti ricerche dimostrano che 1 recruiter su 4 ha rifiutato almeno una volta un candidato a causa dei contenuti pubblicati sui social. Pertanto, il mio consiglio è di essere se stessi, di prepararsi prima di un colloquio per poter spiegare le varie scelte effettuate durante la propria carriera e di curare al massimo prima il cosidetto “personal branding”, anche tramite i social, per non trovarsi poi nella difficile situazione di non riuscire a reggere un confronto ad armi impari. 
4.    Evita di presentarti impreparato. Quello che viene ricercato tramite un colloquio di lavoro è principalmente di trovare una persona che possa dare valore aggiunto, che sia competente e che sposi in pieno i valori che contraddistinguono quell’azienda nel panorama di mercato. Per questo è fondamentale che, quando vieni chiamato a confrontarti con un referente aziendale, tu abbia bene in mente come sia composta quella società, qual è il core business, quali sono le politiche che mette in atto, come si esprime a livello di comunicazione. È importantissimo reperire più informazioni possibili e magari citare durante il colloquio qualche articolo letto in particolare sull’azienda o qualche evento che, ad esempio, abbia sponsorizzato. Sui grandi gruppi, l’attività di ricerca è facilitata, ma ormai con tutti gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione, possiamo trovare informazioni agevolmente, se ci mettiamo d’impegno e se siamo veramente motivati.
5.    Evita di cadere nelle trappole del nervosismo o suscettibilità. Un colloquio di lavoro può essere fonte di stress e di ansia, poiché in gioco c’è una posta molto alta. Il coltello dalla parte del manico in questo caso è in mano al tuo interlocutore, che deve esaminarti e per questo metterti alla prova. Non pensare che davanti a te ci sia un cerbero o una strega che questa mattina ha deciso di rovinarti la vita perché le si è rotto il tacco mentre prendeva l’autobus. Sono solo tecniche. Fa parte del mestiere. Quindi sii preparato anche a colloqui non propriamente conviviali, dove magari verrai punzecchiato su percorsi intrapresi o su competenze acquisite. Cerca di mantenere la calma, sii deciso e accomodante, ma sappi difenderti. Ripeti nella tua testa prima del colloquio qual è stato il tuo cammino, quali sono le tue motivazioni e qual è il punto che vuoi raggiungere. In questa maniera, nessuno potrà coglierti in castagna. E dimostrerai di essere proprio la persona che stanno cercando.

Chi è Carmen Filippo.
Dopo la Laurea a Bologna in Scienze Politiche e il Master alla SDA Bocconi in Organizzazione e Personale, mi sono occupata per 10 anni di Gestione delle Risorse Umane, all’interno del Gruppo Mediaset, a Cologno Monzese. Ho potuto affrontare negli anni tutte le tematiche che riguardano il personale, dalla gestione del budget, al recruiting, alla formazione, alla compensation, alle relazioni sindacali. Nell’ultimo periodo sono diventata responsabile anche dell’implementazione della start up Mediaset Premium, con l’inserimento di circa 200  persone in un anno e mezzo, progetto stimolante ed innovativo, che mi ha permesso di entrare in contatto con il mondo commerciale e le logiche del b2c. A seguito di scelte legate alla sfera personale, mi sono ri-trasferita a Bologna, dove ho intrapreso la strada della consulenza, cercando di conciliare il lavoro con l’essere diventata mamma di una bimba meravigliosa. Al momento collaboro con Work Wide Women, una società con un progetto originale e lungimirante, che mi ha coinvolto ed entusiasmata sin dall’inizio, tanto da diventare docente di un corso sull’e-recruitment e l’employer branding. Inoltre, sono volontaria per un’associazione no profit, la Rivista Girotondo.

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