Haters contro assessora sul tram, il comitato risponde al Comune

La replica alla presentazione delle diffide attraverso la campgan 'odiare ti cosa'

"Il messaggio che passa tra le righe è una minaccia alla democrazia e ai bolognesi". Non ci sta il comitato 'Attacchiamoci al tram' di Bologna e contrattacca la giunta Merola, che ha deciso di fare partire le diffide contro gli haters che scrivono insulti e diffamazioni sulla pagina Facebook proprio del comitato.

E appunto via social i no tram decidono di rispondere. "Come comitato siamo solidali verso l'assessore Priolo- premettono gli attivisti- anzi, spesso noi stessi cancelliamo post di offese nei suoi confronti e condanniamo chi li scrive. Tuttavia, un'amministrazione che si riduce a fare la guerra ai cittadini e al comitato dal nostro punto vista dovrebbe prima mettersi in discussione su questo progetto aberrante del tram".

Il Comune, attacca il comitato, "vuole far passare la nostra pagina come frequentata da haters, cosa non vera assolutamente. Sicuramente qualche cittadino è andato sopra le righe e condanniamo il gesto, ma da qui a definirci haters ce ne passa.

Anzi, c'è la stessa differenza tra noi che facciamo informazione e questa Giunta che fa televendite sul progetto tram". Priolo, continuano i no tram, "dice che non ha voluto far chiudere la pagina. Noi non ci stiamo ad essere minacciati. La pagina del comitato non chiudera' mai, anzi staremo piu' attenti a chi, a nostra insaputa, scrive offese di qualunque tipo, in quanto siamo e saremo sempre per il confronto, non a parole ma coi fatti".

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Resta il fatto che, secondo il comitato, "il messaggio che lancia questa amministrazione è molto pericoloso, se non la pensi come noi allora non puoi manifestare il tuo dissenso. Ma noi come comitato non ci facciamo intimorire da nessuno, non ci facciamo minacciare da nessuno, difenderemo il nostro diritto alla critica di un progetto che vogliono imporre e quest'ultima presa di posizione lo dimostra".

Anzi, secondo i no tram, le diffide del Comune dimostrano che "stiamo vincendo. Ci fa capire che siamo scomodi a questa amministrazione e che temono il confronto con i cittadini". E aggiungono: "Ad oggi non c'è nessun orario per l'incontro del 12 dicembre e non c'è nessuna risposta a tutte le domande che abbiamo fatto". I no tram poi se la prendono anche col sindaco.

"Merola dichiara di essere per un confronto civile- affermano- quando lui per primo ci ha etichettati come comitato di destra, per cui la sua porta sarà per noi sempre chiusa. Due volte ci siamo recati in Comune bloccando il Consiglio comunale per farci ascoltare e il sindaco si è chiuso dentro il suo ufficio senza riceverci. A Borgo Panigale dove doveva passare casa per casa, negozio per negozio, non si è mai visto. Quindi i fatti dicono altro rispetto alle parole. E sono i fatti che contano, non le parole".

Nel frattempo continua a martellare sul tram il leader di Insieme Bologna, Manes Bernardini: "Una follia", l'ha definito oggi a Punto radio ospitando il forzista Antonio Fiamingo non meno critico: "Questo tram non è un tram perché per realizzarlo va fatto una rotaia come nelle ferrovie", quindi sarà "una ferrovia urbana" quando forse era "meglio fare una metropoliana piuttosto che un'opera faraonica e mastodontica perché non poterà nulla, è troppo ingombrante". (San/Mac/ Dire)

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