Commemorazione strage 2 agosto: parlano i familiari delle vittime

Delusione e amarezza per l'approccio del Governo nei loro confronti e per il fatto che "mancano ancora i nomi dei mandanti dell'attentato". Parole dure del Presidente dell'associazione familiari contro il Premier

Paolo Bolognesi, presidente Associazione familiari delle vittime del 2 agosto

Oggi all'evento di commemorazione della strage del 2 agosto 1980 è intervenuto il Presidente dell'Associazione familiari delle vittime, Paolo Bolognesi. Nel suo discorso l'accento è sulle promesse non mantenute negli anni dai vari governi che si sono succeduti, "prese in giro istituzionali nei confronti delle vittime". 

Il presidente che ha aperto il 31° anniversario con un intervento nell'aula del Consiglio comunale, ha sottolineato che "non si può dire -  come ha fatto il presidente del Consiglio il 9 maggio, giorno del ricordo delle vittime del terrorismo - che bisogna aprire gli armadi della vergogna perché è giusto che i familiari conoscano la verità". E ha proseguito: "poi dal 9 maggio ad oggi neanche un foglio di carta è arrivato al Tribunale di Bologna".

Bolognesi rincara la dose. "La magistratura è stata definita un covo di malati di menti, di eversori, equiparata a terroristi delle Brigate rosse e addirittura un cancro da estirpare. Riteniamo che queste siano frasi molto gravi: ciò che ci ha ferito è che alcuni di questi dure attacchi sono arrivati da elevatissimi livelli istituzionali e anche da chi è stato iscritto alla loggia massonica P2, come il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Non intendiamo entrare in alcun tipo di polemica - ha aggiunto Bolognesi - ma su una cosa non possiamo tacere: siamo profondamente convinti che non vi sia nessun pulpito dal quale una persona che è stata iscritta alla loggia massonica P2, per quello che la loggia massonica P2 ha rappresentato e ancora rappresenta nella storia del nostro Paese, possa ergersi a giudicare uomini, istituzioni, associazioni che sono state il perno della democrazia e delle istituzioni del nostro Paese".

ATTENTATO SENZA MANDANTI. L'amarezza dei parenti delle vittime riguarda soprattutto il fatto che "all'appello mancano i mandanti", come affermato dal Presidente dell'associazione dei familiari. Bolognesi in merito ha accusato "indagini su documenti inconcludenti", quelle della commissione Mitrokhin, tanto che, negli scorsi mesi, è stato presentato alla Procura di Bologna "un memoriale con cui chiediamo luce sulla complessa rete in cui hanno operato gli autori materiali" della strage. Anche perché, ha sottolineato, "arrivare ai mandanti dell'attentato alla stazione di Bologna è possibile, basta mettere in fila i fatti e analizzarli con onestà e buon senso". Oltre, ha aggiunto, "porre finalmente fine al segreto di Stato", un gesto, ha concluso, che "sarebbe indice della volontà del Parlamento di colpire i mandanti e tutti coloro che hanno favorito il terrorismo anche con la loro colpevole inerzia: questo misurerà nei fatti la volontà politica di far cadere ogni complicità istituzionale e affermare compiutamente la democrazia nel nostro Paese".

RISARCIMENTI. Dopo il minuto di silenzio in ricordo delle 85 persone scomparse e dei 200 feriti, concluso dal volo di 85 palloncini bianchi, Bolognesi, nel suo discorso, ha anche toccato il tema della legge 206 sul risarcimento ai familiari delle vittime di stragi. "Le promesse e le assicurazioni, avute subito dopo l' insediamento di questo governo dall'onorevole Silvio Berlusconi e dal sottosegretario Letta, si sono dimostrate parole al vento, fatte da ricercatori di facile consenso. Nessun atto concreto è stato compiuto - ha proseguito - ma anche se questo continueremo la nostra battaglia per fare applicare integralmente la legge". A giudizio di Bolognesi, ancora, "vorrebbero dimenticare e che anche noi dimenticassimo. Ma noi - ha concluso - non dimentichiamo: non possiamo, non vogliamo e non dobbiamo dimenticare".

 

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