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Polemica Movida| Concerti estivi all'aperto cancellati: vittoria dei comitati anti-degrado

Stretta del Tar sui decibel e l'assessore Ronchi, polemico, provvede con un colpo di spugna. Azzerato il cartellone della musica dal vivo, stop a 14 eventi: da piazza Verdi al salotto Jazz di Mascarella: 'Serve nuovo regolamento'

Redazione 1 agosto 2012
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La  movida bolognese continua a fomentare discussioni: da un lato i comitati dei cittadini, che lamentano decibel troppo alti e degrado dilagante intorno ai luoghi d'aggregazione del centro, dall'altro lo schieramento del 'popolo della notte', dei gestori dei locali. Nella 'guerra' - ormai aspra - vince la battaglia il primo schieramento: cancellati i concerti all'aperto in programma a Bologna, per l'estate 2012. Ad azzerare il cartellone della musica dal vivo è stato l'assessore alla cultura Alberto Ronchi, che ha recepito in modo radicale la sospensiva del Tar dei giorni scorsi, nata da un ricorso presentato proprio dai comitati.

A farne le spese 14 appuntamenti. Tra cui i concerti in piazza Verdi, luogo simbolo della zona universitaria, dell'orchestra del Teatro Comunale, di altri artisti bolognesi e anche un appuntamento del salotto del jazz di via Mascarella. Per quest'ultimo (come forse per gli eventi di musica classica) si ripiegherà in location al chiuso, ma l'effetto non sarà certo uguale.

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Secondo il Tar, la delibera adottata dalla giunta a inizio estate sarebbe non in linea con la legge regionale. In particolare i decibel, alzati da Ronchi a un limite di 70-75 contro i 50-55 delle norme regionali. Livelli, ha spiegato Ronchi, incompatibili con un concerto live: "Anche le cicale superano quota 60", è sbottato, indicando oggi come il punto di non ritorno. Serve, ha proseguito l'assessore, "un nuovo regolamento, da proporre al consiglio comunale prima della prossima estate", altrimenti "il prossimo anno io farò due mesi di ferie". Perché il dibattito su orari e rumori, secondo Ronchi è innanzitutto "un nodo politico" da sciogliere per capire "se questa città può svolgere delle manifestazioni estive applicando la sussidiarietà con i locali e all'interno di regole precise, come a Lucca o Ferrara". Un messaggio che l'assessore è parso inviare anche alla stessa maggioranza dove, soprattutto nel Pd, alcuni si erano dimostrati sensibili alle proteste dei comitati. Verso i quali è ormai guerra aperta. A partire dalla denuncia presentata contro lo stesso assessore che li aveva definiti "cittadini tromboni". "Mi accusano di essere il mandante di un'azione vandalica capitata in una serata senza nessun evento del comune in programma", ha spiegato Ronchi, replicando: "Qui c'é una minoranza che detta legge alla città, serve un regolamento che determini la rappresentatività di queste associazioni". Lo stesso punto sollevato da Cofferati, ormai cinque anni fa.

 

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2 Commenti

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  • Avatar anonimo di Mrz SVRN

    Mrz SVRN kranto !

    l' 1 agosto del 2012
  • Avatar di Claudio

    Claudio Ronchi non sembra aver letto la direttiva regionale (oppure fa finta di non sapere quello che c'è scritto). Il limite di 50-55 decibel è quello che vale in assenze di deroghe, ma la direttiva prevede, proprio per rendere possibile lo svolgimento di concerti e altre manifestazioni, la possibilità di deroghe, che però devono avvenire entro limiti precisi, che Ronchi non ha rispettato. Per i concerti all’aperto con affluenza superiore a 200 persone la direttiva regionale prevede non più di 6 concerti nello stesso sito; invece in Piazza Verdi erano previsti 32 eventi, di cui 19 concerti rock e altri 4 organizzati insieme al Teatro Comunale, superando il limite consentito di almeno 17 concerti. La direttiva regionale prevede per le attività musicali all’aperto a supporto di bar e ristoranti non più di 16 serate con un limite massimo di 70 decibel; invece in via Mascarella sono state organizzate 30 serate, 14 in più di quelle consentite, e il limite è stato portato a 77 decibel. Il problema della rappresentitività dei comitati poi non c'entra nulla: le leggi vanno rispettate sempre! Ronchi dunque si è comportato come un bambino dispettoso che fa i capricci. Non potendo fare i concerti a modo suo (cioè violando la legge) ha preferito non farli affatto! Sarebbe bastato spostare un po' di concerti fuori dal centro e ridurre un po' i decibel e si sarebbero potuti fare tutti, ma Ronchi ha preferito scegliere la via dell'arroganza del potere e del non rispetto delle leggi regionali.

    l' 1 agosto del 2012