Porte girevoli tra politica e imprese, Critelli: 'Due anni di stop per gli ex'

Nel confronto a tre fra i candidati al congresso Pd, il segretario uscente mette sul piatto un vincolo temporale per evitare che ex amministratori dem approdino a posizioni gestionali ai vertici di grandi cooperative del territorio

Legame Pd-Coop. Quello delle cosiddette 'porte girevoli', ovvero ex amministratori locali impegnati con incarichi di rilievo in imprese cooperative è stato il fronte più combattuto di questa prima fase del congresso e i tre aspiranti alla segreteria provinciale di Bologna lo hanno affrontato anche oggi nel primo confronto diretto organizzato dal "Resto del Carlino" e trasmesso 'live' su Facebook.

E il segretario uscente del Pd bolognese, Francesco Critelli, rilancia: niente incarichi nelle aziende, siano coop o meno, che hanno avuto legami con le amministrazioni da loro rappresentate. Per lo sfidante Luca Rizzo Nervo, il primo a rispondere, l'indipendenza dal potere economico è una "precondizione per chi fa politica", che "non si realizza solo con regole e vincoli".

Insomma l'autonomia "non la si evoca ma la si pratica, io l'ho fatto da assessore, senza enfasi ed eroismi. Ma credo che il miglior vaccino contro rischio di condizionamenti sia l'autorevolezza della politica, non la solitudine e l'autoreferenzialità". Quindi, scandisce Rizzo Nervo, "non si possono sospendere i diritti politici delle persone, ma spetta al segretario garantire una chiara e netta separazione".

Invece Critelli una regola la inserirebbe eccome. "E' così scandaloso immaginare -chiosa- una norma politica per cui gli amministratori del Pd per due anni rifiutano di andare ad amministrare le società con cui hanno avuto a che fare durante il loro mandato? Per me la risposta è senz'altro positiva".

"Faccio un esempio: nessuno di noi tre potrebbe oggi essere nominato nelle partecipate del Comune di Bologna", in quando amministratori o ex. "Vogliamo provare, senza diminuire diritti civili di nessuno e senza violare la legge- prosegue Critelli- a porci il problema di come dare un segnale forte di autonomia e indipendenza?

Piergiorgio Licciardello prende di mira invece i "professionisti della politica". Il "mondo cooperativo non è in discussione ma va regolato il rapporto tra la politica e i soggetti economici", dice. Il tema dell'indipendenza della politica "è centrale" ed "è evidente che la libertà di pensiero è più garantita se ho una professionalità da cui vengo e alla quale tornare". Coloro che non dipendono dalla politica, insomma, "possono essere sereni per scelte anche impopolari" nei confronti del mondo economico. (Dire)

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Grosso incendio a Casalecchio, palazzo a fuoco: aria irrespirabile, residenti barricati in casa

  • Sciopero generale il 25 ottobre: a rischio bus e treni Tper

  • Bolognina, chuso forno in via Tibaldi

  • Cisterna di ossigeno in avaria, perdita di gasolio in A14: traffico bloccato e vigili del fuoco sul posto

  • Investimento mortale sulla Bologna-Verona, circolazione treni sospesa

  • Colpo in Galleria Cavour: furto da 6mila euro allo store Louis Vuitton

Torna su
BolognaToday è in caricamento