'No a genitore 1 e 2', al via campagna-choc dei provita contro coppie gay

Dito puntato anche sull'amministrazione Merola, ma i manifesti per ora non sotto le Due Torri

Inizia oggi con un'immagine choc la campagna nazionale di Pro Vita e Generazione Famiglia (associazioni promotrici del Family Day) 'per il diritto dei bambini a una mamma e un papa''. Dito puntato anche contro l'amministrazione Merola, rea di avere sottoscritto l'atto di nascita di un bambino a una coppia di due donne.

Nei manifesti, per ora non comparsi sotto le Due Torri ma affissi a Roma, Milano e Torino e accompagnati da camion vela, appaiono due giovani ragazzi raffigurati mentre spingono un carrello con dentro un bambino disperato, comprato dalla coppia, individuati come "genitore 1" e "genitore 2", e a fianco la scritta: "Due uomini non fanno una madre. #StopUteroinAffitto".

La campagna, spiegano le due associazioni in una nota, è una risposta decisa a tutti quei giudici e sindaci che, violando la legge e il supremo interesse del bambino, hanno disposto la trascrizione o l'iscrizione di atti di nascita di bambini come figli di "due madri" o "di due padri".

"L'utero in affitto è vietato in Italia e i bambini non si comprano- ha continuato l'altro promotore del Family Day, Jacopo Coghe di Generazione Famiglia- perché sono soggetti di diritto e non oggetti. Con l'utero in affitto la dignità delle donne viene calpestata per accontentare l'egoismo dei ricchi committenti.

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Generazione Famiglia avrebbe già presentato a giugno scorso esposti alle Procure della Repubblica presso i Tribunali di Milano, Torino, Firenze, Bologna, Pesaro contro le iscrizioni anagrafiche di bambini come figli di "due madri" e "due padri" compiute e politicamente rivendicate dai relativi Sindaci.

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