Dalla strage di Corinaldo alla sicurezza nelle discoteche: “Spray urticante anche a Bologna ”

L'INTERVISTA. Gabriele Lollini si occupa di sicurezza nei locali da 25 anni, affronta le criticità maggiori intorno al nodo sicurezza nei locali

La strage di Corinaldo, così se ne parla visto che a perdere la vita nella discoteca "Lanterna Azzurra" sono state sei persone, ha aperto inevitabilmente alcune riflessioni e valutazioni sulla sicurezza nei locali e nelle discoteche. C'è poi anche un altro tema, un fenomeno che pare si sia diffuso fra i giovanissimi: l'uso dello spray urticante all'interno dei luoghi affollati così, giusto per fare "una bravata" divertente. 

Ma di divertente non c'è proprio nulla. Lo conferma anche Gabriele Lollini, cotitolare insieme ad altri tre di una società che da 25 anni fornisce personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di pubblico spettacolo (quelli che chiamiamo buttafuoi), le discotece appunto, ma non solo: «Abbiamo registrato alcuni episodi di questo tipo negli ultimi tempi - parla riferendosi all'utilizzo di spray urticante all'interno di una sala da ballo - soprattutto in locali frequentati da giovanissimi, ovvero ragazzi dai 16 in su. Quello che non sanno, o non sapevano visto ciò che è successo nelle Marche, è che è un gioco molto pericoloso con conseguenze anche pesanti». 

In un locale bolognese il giovane responsabile di uno dei casi citati è stato individuato: «E' successo che una delle telecamere di una nota discoteca abbia ripreso chi ha usato lo spray e grazie a un'investigazione con la collaborazione della proprietà sia stato riconosciuto: non so esattamente quali conseguenze abbia affrontato il ragazzo dal punto di vista legale, ma immagino sia stato qualcosa di serio. Noi del mestiere abbiamo comunque subito fatto le segnalazioni alle autorità. Che non passi che siano bravate».

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E' possibile individuare le bombolette all'ingresso e sequestrarle?

 «E' difficilissimo. Una bomboletta così piccola addosso a una persona, forse giusto con il metal-detector e solo in alcune condizioni. E poi non è illegale. Anche allo stadio è difficile, figuriamoci...Come detto però oggigiorno le discoteche dispongono di moltissime videocamere di sorveglianza: attenzione quindi perchè è tutto registrato e gli autori di gesti come questo possono essere così identificati e puniti». 

Cosa ci dice a proposito della legislazione su questi argomenti?

 «In generale penso che sia da rivedere l'ingresso consentito nelle discoteche ai ragazzi di 16 anni, con consumazioni alcoliche consentite solo dopo i 18. E' difficilissimo essere certi che i minorenni non assumano alcolici: se li fanno passare dagli amici più grandi e usano addirittura documenti falsi per entrare. Sì, documenti falsi per entrare nei locali: ecco un altro fenomeno. Difficilissimo davanti a file da 500 persone distinguere dei documanti contraffatti. Cosa si potrebbe fare? Per esempio tornare agli eventi pomeridiani riservati ai più giovani (senza alcol) e separarli da quelli serali. In fondo penso che sia anche un modo per evitare che gli adolescenti brucino le tappe". 

Chi sono i buttafuori? Sono persone qualificate?

«Certamente, sono persone qualificate. Si chiamano operatori di controllo e per esercitare questa professione hanno seguito un corso di 90 ore con nozioni di primo soccorso e formazione completa, così come stabilito dal Decreto Maroni nel 2009. E' una professione seria e non improvvisata, ognuno di loro ha un tesserino identificativo con iscrizione all'albo. Di solito ai locali consigliamo un rapporto uno a cento».

E i gestori dei locali bolognesi si attengono a questo rapporto? Come valuta in generale il livello di sicurezza nella nostra città? 

«Nessuna legge li obbliga a dotarsi di operatori di sicurezza, ma lo fanno tutti, è una cosa su cui i gestori con cui lavoro non risparmiano di certo quindi mi sento di dire che in generale il livello di sicurezza nei locali felsinei è molto alto, anche perchè le eventuali conseguenze sono molto pesanti, anche da un punto di vista ecomonico, oltre che di responsabilità».

Gabriele Lollini è titolare insieme a Isacco Marchetti, Giulio Garagnani e Alessandro Boccia di "Magnum Exclusive", realtà bolognese operativa in tutta Italia. 

Il decreto Maroni del 2009: cosa è cambiato

"Con Decreto 6 ottobre 2009, adottato ai sensi dall'art.3, comma 9, della L 15.7.2009 n. 94, il Ministro dell'Interno ha stabilito che gli addetti ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo siano iscritti in un elenco, revisionato con cadenza biennale, tenuto, anche in forma telematica, dal Prefetto competente per territorio, definendo le modalità per la selezione e la formazione del personale, gli ambiti applicativi, il relativo impiego ed i requisiti per poter accedere all'iscrizione stessa.  In caso di perdita di uno o più requisiti da parte dell'addetto al servizio, o qualora lo stesso ponga in essere comportamenti in contrasto con quanto previsto dal Decreto, il Prefetto provvede alla sua cancellazione dall'elenco con conseguente divieto di impiego nei servizi disciplinati dal decreto stesso. Chi svolge già tale professione ha tempo fino al prossimo 30 giugno 2011 (a seguito di proroga decretata il 17 dicembre 2010) per “mettersi in regola” con le nuove disposizioni.  L'iscrizione del personale avviene si istanza dei gestori delle attività di intrattenimento e di pubblico spettacolo e i titolari degli istituti di vigilanza, qualora sia accertato il possesso dei requisiti previsti dalla normativa. L'art. 3 comma 13 della L. 94/2009 prevede una sanzione amministrativa da 1.500 a 5.000 euro per chi svolge tali compiti in maniera difforme da quanto stabilito dalla legge e dal decreto attuativo, per chi impiega soggetti diversi da quelli iscritti nell'elenco oppure omette di dare al Prefetto la comunicazione di avvalersi del personale iscritto".

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