Coronavirus, il ricercatore: "Giuste le misure prese, per sconfiggerlo si lavora su più fronti"

Federico Giorgi, dal suo laboratorio di Biotecnologie risponde alle nostre domande sul virus e rammenta: "Per il vaccino potrebbero volerci dai 12 ai 18 mesi"

Federico Giorgi è il ricercatore di bioinformatica al Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna che insieme a Carmine Ceraolo, studente della laurea internazionale in Genomics dell’Alma Mater, ha pubblicato una ricerca a tema Coronavirus pubblicata sull'autorevole Journal of Medical Virology. Mentre, dopo la Lombardia, anche l'Emilia-Romagna ha chiuso le scuole per tutta questa settimana e l'Università sospeso lezioni ed esami, per avere un contributo lucido e scientifico e fare il punto ci siamo rivolti a Giorgi: "Il mio punto di vista è che le misure prese dalle regioni, inclusa la chiusura dell'Università di Bologna, siano giuste".

"In queste ore stiamo tutti dando il nostro contributo allo studio di una cura - continua il ricercatore - e ci serve tutto il tempo possibile. Noi per esempio al dipartimento di Biotecnologie stiamo lavorando a capire quali cambiamenti avvengono nelle cellule umane durante l'infezione. Secondo me quindi rallentare il diffondersi del virus è la cosa giusta da fare, anche se il suo tasso di mortalità è basso".

Che cosa potrebbe accelerare la scoperta di una cura?

"Una via è quella del design di nuovi farmaci specifici contro il virus. Un'altra quella del vaccino. Ma esiste anche la via dell'isolamento di anticorpi monoclonali da pazienti che hanno sconfitto il virus. E' stato il caso per il mAb114 scoperto per contrastare l'Ebola virus". *

Secondo lei in quale Paese potrebbe venire scoperta la cura per il Coronavirus? E con quali tempi se è possibile fare una previsione? 

"Sinceramente non lo so. La Cina ha la maggior parte dei dati disponibili, maUSA ed Europa sono dei giganti, scientificamente parlando. Probabilmente e auspicabilmente ci saranno vari approcci terapeutici da luoghi diversi del mondo. Ma non so dare una stima sui tempi purtroppo. Su quello mi fiderei, dei numeri della World Health Organization, che parla di 12-18 mesi per un vaccino". 

I gel disinfettanti sono andati a ruba, diventati quesi introvabili: sono davvero necessari? 

"Anche in questo caso qui consiglio a tutti di fidarsi della World Health Organization, che consiglia di lavarsi le mani frequentemente: basta il normale sapone". 

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*Come si legge in rete, l'anticorpo mAb114 è un anticorpo monoclonale che viene valutato come trattamento per la malattia da virus Ebola e la la sua scoperta fu condotto dal laboratorio di Nancy Sullivan contro gli Stati Uniti National Institute of Health Vaccine Research Center e JJ Muyembe-Tamfum dal dell'Institut National pour la Recherche Biomedicale (INRB) nella Repubblica democratica del Congo , in collaborazione con l'Istituto di ricerca biomedica e l' Istituto di ricerca medica dell'esercito degli Stati Uniti . mAb114 è stato isolato dal sangue di un sopravvissuto allo scoppio della malattia da virus Ebola nel 1995 a Kikwit , nella Repubblica Democratica del Congo, circa dieci anni dopo. All'inizio del 2018, Martin Gaudinski ha condotto uno studio clinico di fase 1 su mAb114 nell'ambito del programma di studi clinici sul centro di ricerca sui vaccini guidato da Julie E. Ledgerwood . mAb114 è anche in fase di valutazione durante l' epidemia di North Kivu Ebola del 2018 . mAb114 ha anche mostrato successo con la riduzione del tasso di mortalità dal ~ 70% a circa il 34%. Nell'agosto 2019, le autorità sanitarie congolesi, l'Organizzazione mondiale della sanità e il National Institutes of Health degli Stati Uniti hanno promosso l'uso di mAb114, insieme a REGN-EB3, un trattamento anticorpale monoclonale prodotto da Regeneron simile , rispetto ad altri trattamenti che producono tassi di mortalità più elevati, dopo la fine studi clinici durante l'epidemia.

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