Coronavirus, 4 nuovi casi in Emilia-Romagna: Bonaccini chiede stop export dispositivi di protezione

A quota 23 il numero dei contagiati sul territorio regionale. Il governatore: "Non possiamo correre il rischio di rimanere senza mascherine, tute, guanti e cuffie fra pochi giorni"

Sono quattro i nuovi casi di positività in Emilia-Romagna, salgono così a 23. Due persone di Parma, una di Piacenza e una di Rimini. Due sono in isolamento a domicilio, due ricoverati in ospedale. In corso approfondimenti epidemiologici sul cittadino riminese. Lo rende noto la regione. 

Due, entrambi riconducibili al focolaio lombardo, riguardano cittadini di Parma e sono stati rilevati nel laboratorio dell’Università della città ducale; uno ha trascorso periodi di permanenza a Codogno, manifestava sintomi lievi ed è in isolamento a domicilio; l’altro, che aveva avuto contatti con la zona rossa del Lodigiano, è ricoverato all’ospedale di Parma, reparto Malattie Infettive.

Ci sono poi i due casi rilevati dal Crrem, il Centro di riferimento regionale per le emergenze microbiologiche del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. Il primo riguarda un’operatrice sanitaria dell’ospedale Piacenza, in isolamento a domicilio; il secondo è una persona di Rimini, ricoverata in ospedale, di ritorno da un viaggio all’estero. Su quest’ultimo caso sono in corso approfondimenti sul piano epidemiologico. Complessivamente quindi, in Emilia-Romagna, i casi di positività salgono a 23: 17 a Piacenza, 4 a Parma, 1 a Modena e 1 a Rimini.

Nel pomeriggio di oggi, 25 febbraio, alle ore 16, si svolgerà una conferenza stampa in cui l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, farà il punto con i giornalisti. Diretta Facebook sulla pagina della Regione. 

"Non possiamo correre il rischio di rimanere senza mascherine, tute, guanti e cuffie fra pochi giorni, soprattutto nelle Regioni più colpite. E' materiale che serve agli operatori sanitari, che stanno facendo un lavoro straordinario". Così il presidente Stefano Bonaccini: “D’intesa con i presidenti Zaia e Fontana, chiediamo il blocco delle esportazioni dei dispositivi di protezione individuale prodotti dalle aziende italiane e la requisizione di questo materiale. Una misura necessaria per evitare che fra pochi giorni ci si trovi nella situazione in cui non si trovino mascherine, tute, guanti, cuffie e i dispositivi necessari, soprattutto nelle Regioni più colpite. Materiale che serve in particolare agli operatori sanitari, che stanno facendo un lavoro straordinario. Tema che ho posto al presidente del Consiglio, Conte, che ci ha rassicurati sul fatto che si troverà immediatamente una soluzione positiva su questo”.

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Nel frattempo, la Presidenza del Consiglio smentisce le notizie che stanno circolando in queste ore su una presunta chiusura, per decisione del Presidente. "Le decisioni e le misure adottate dal governo vengono comunicate esclusivamente attraverso i canali e le fonti ufficiali, alle quali si prega di far riferimento", fa sapere Palazzo Chigi. 

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