Focolaio covid Bartolini, l'assessore al lavoro: "328 tamponi e 130 in isolamento, non seminiamo terrore"

Se "emergessero positività tra gli autisti di corrieri, non si possono evidenziare rischi particolari per la comunità se i cittadini adottano adeguati comportamenti". Cgil: "Di fronte alla salute delle persone i profitti devono sempre venire dopo"

"Alle ore 12 di ieri, quindi del 25 di giugno, i casi confermati tra i lavoratori dell’azienda di logistica erano 47. Il focolaio è confinato nel reparto magazzino e quindi ha coinvolto al momento solo magazzinieri, si è poi diffuso in alcuni casi a livello del nucleo familiare, oltre ai contatti amicali. In totale tra familiari e conoscenti sono state individuate altre 17 persone positive". I dati sono stati snocciolati dall'assessore comunale al lavoro Marco Lombardo, in risposta alla domanda del consigliere M5S Marco Piazza sul focolaio covid alla filiale Roveri dell'azienda Bartolini e sullo screening.

Complessivamente, conferma Lombardo, risultano quindi 64 persone positive al Sars Covid-19 correlabili a quel cluster, di queste 55 sono asintomatiche, 41 tra i dipendenti e 14 tra i familiari e conoscenti, e 9 sono sintomatiche, 6 tra gli operai e 3 tra i familiari e conoscenti. Dei 64 casi confermati, 2 sono ricoverati in ospedale, uno tra i dipendenti e uno tra i familiari e conoscenti, gli altri sono in isolamento fiduciario domiciliare.

"E' nato perché in una coop in appalto alla Bartolini non sono state seguite le misure" di precauzione, cioé "le mascherine e il distanziamento", ha commentato il sindaco Virginio Merola, si tratterebbe di "un episodio non eclatante e assolutamente sotto controllo". 

Sul caso Bartolini è intervenuta anche la Cgil: "I protocolli di sicurezza sono stati e sono tutt’ora il più importante strumento per tutelare la salute delle lavoratrici e dei lavoratori. Se vengono rispettati, difficilmente il contagio avanza”, afferma Massimo Colognese, segretario della FILT CGIL Emilia-Romagna. “Mi sento quindi di invitare gli organi preposti a verificare quanto previsto dai protocolli interni alla Bartolini e, qualora non vi fossero, ad agire secondo quanto previsto dal DPCM di aprile (che a sua volta ha recepito il protocollo di sicurezza nazionale). È un decreto che dice una cosa molto semplice e chiara: se non ci sono le condizioni di sicurezza, bisogna fermarsi”, sottolinea Colognese. “Perché di fronte alla salute delle persone i profitti devono sempre venire dopo. Serve dunque la massima responsabilità di tutti, a partire dall’azienda committente responsabile della filiera degli appalti. Tra l’altro parliamo di un settore, quello della logistica, in espansione, con risorse a disposizione che vanno prima di tutto investite nella sicurezza all’interno dei luoghi di lavoro. Ora più che mai”, conclude il segretario. 

Tamponi e isolamenti 

Inoltre l'attività di contact tracing ha prodotto l’esecuzione di 138 tamponi, ai quali se ne aggiungono 190 in esecuzione alla data del 25 giugno. Nello stesso tempo sono stati disposti complessivamente 130 isolamenti fiduciari domiciliari tra i contatti stretti che sono stati evidenziati nel corso delle inchieste epidemiologiche.

"Le indagini sono ancora in corso tutte orientate a confinare completamente il focolaio e garantire il corretto isolamento dei casi e dei contatti stretti - continua l'assessore - la sede di lavoro che è stata interessata dal focolaio è stata oggetto di sopralluoghi sia da parte del personale del servizio di igiene sanità pubblica, che da parte del servizio prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro. L’attività di contact tracing è ancora in corso e che la stessa stia fornendo risultati importanti in termini di efficacia vista l’altissima percentuale dei soggetti individuati come positivi che risultano come asintomatici. Un segno della rapidità dell’intervento - commenta - della capacità di arginare e controllare il focolaio in questione".

Marco Lombardo non esclude che con questa tipologia di approccio possano essere individuati nelle prossime ore ulteriori casi, ma lo ritiene "un segnale importante di confinamento e controllo del fenomeno, rispetto al coinvolgimento di corrieri, lo dico anche per evitare inutili allarmismi da parte dei cittadini, si precisa che al momento i casi positivi sono solo tra il personale addetto all’attività di magazzino e tra i contatti familiari e amicali degli stessi".

Quindi se "emergessero positività tra gli autisti di corrieri, non si possono evidenziare al momento rischi particolari per la comunità se i cittadini adottano adeguati comportamenti, ovvero all’arrivo della merce utilizzano la mascherina e dopo aver aperto il pacco puliscono con detergenti in modo adeguato le mani. Questo rispetto al caso di specie, mi preme anche segnalare che in realtà si parla di Bartolini, ma si dovrebbe fare più probabilmente riferimento a una cooperativa che opera in sub appalto rispetto a Bartolini, quindi sempre nel settore della logistica. E questo ci riporta a discussioni che abbiamo fatto tante volte su come sia complicato e quanto sia doveroso applicare i temi della sicurezza nei luoghi di lavoro e di tutela dei lavoratori anche nei casi di sub appalto con particolare riferimento al settore della logistica".

"No a terrore e paura"

"Non dobbiamo seminare il terrore e la paura ma d’altra parte non dobbiamo abbassare la guardia, perché potremo considerare superata l’emergenza Covid-19 solo quando avremo trovato un vaccino - avverte l'assessore - ed è evidente che la ripresa delle attività ha, pur con tutte le regole della sicurezza, determinano un rischio di contagi. Le attività di tracciamento e le attività di controllo e di verifica che vengono fatte nel nostro territorio, servono proprio a cercare di intervenire nella maniera più rapida possibile".

Controlli nelle aziende

Sono state fatte a oggi quasi 1200 verifiche con 500 accesi in azienda, come conferma l'assessore: "Molti di questi vengono fatti su segnalazioni e ad oggi sono stati segnalati solo due casi di irregolarità. Intanto significa che le aziende e i lavoratori stanno mettendo in operale misure di sicurezza, laddove vengano utilizzate invece in maniera, diciamo, troppo disinvolta, è importante ci sia un’attività di verifica e di controllo" e annuncia che "la Città metropolitana avvierà una commissione tecnica proprio su questo aspetto e so che sono stati fatti diversi controlli e diverse verifiche anche dalle autorità di Interporto proprio per evitare che si creino allarmismi su questo tema".

L'assessore ricorda che sono stati avviati i tavoli metropolitani ("Primi e unici in Italia") sulle regole da scrivere: "Adesso la situazione ci richiede un passo successivo ed è per questo che proporrò alla Città Metropolitana, ma anche alle autorità regionali, all'Ispettorato del Lavoro e all'Asl, di in qualche modo trasformare i tavoli metropolitani di scrittura delle check list, almeno per quelle che ancora non devono partire, quelle che non riguardano settori come quello fieristico, in osservatori permanenti, proprio per garantire il più puntuale monitoraggio delle regole".

"Non basta scrivere le regole, poi bisogna verificare che vengano attuate - conclude Lombardo - quindi io penso sia importante sempre informare e sensibilizzare i cittadini, anche con l’utilizzo di infografiche rivolte ai giovani ma rivolte anche a tutta la comunità e anche agli stranieri e che questi lavoratori abbiano le indicazioni su come lavorare nelle condizioni di sicurezza e, concludo, dobbiamo cercare di non abbassare la guardia e monitorare il rispetto delle regole del distanziamento in materia di sicurezza".

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