Dipendente Comune contestò Forza Nuova: 'Danno d'immagine': FP-CGIL non ci sta

Dipendente - e delegata Rsu della sigla Sgb - del Comune di Casalecchio è finita sotto procedimento disciplinare per aver urlato contro i poliziotti lo scorso 20 maggio

Si schiera dalla parte della dipendente - e delegata Rsu della sigla autonoma Sgb - del Comune di Casalecchio la Fp-Cgil di Bologna e la Cgil di Casalecchio. La donna è finita sotto procedimento disciplinare per aver urlato di vergognarsi ai poliziotti che separavano manifestanti antifascisti ed esponenti di Forza nuova lo scorso 20 maggio in centro a Bologna. Un comportamento che, stando alle contestazioni che le vengono mosse, avrebbe causato un danno di immagine al Comune, il cui atteggiamento "non può lasciarci indifferenti", scrive la sigla della Cgil. Dunque, pur non aderendo al presidio convocato da Sgb per il 26 luglio in occasione del dibattimento relativo al procedimento disciplinare, la Cgil tiene ad "affermare con determinazione che è intollerabile l'ingerenza della politica nelle attività di gestione della Pubblica amministrazione, soprattutto quando è motivata dalla presunzione di governare e controllare i lavoratori e i loro orientamenti politici e sindacali", e a "ribadire che vanno modificate le norme che consentono interpretazioni troppo 'larghe' dei vincoli e dei limiti comportamentali del pubblico dipendente, soprattutto nel caso in cui non vi siano contestazioni o addebiti da parte dell'Autorità giudiziaria". Infatti, ricorda il sindacato, "ci risulta che nessun reato sia stato contestato alla lavoratrice e che non sia arrivata alcuna segnalazione in tal senso dalle Forze dell'ordine".

VIDEO| Contestazioni a Forza Nuova, scontri in centro: la polizia carica

Anche se, continua il sindacato "sappiamo bene, avendo partecipato all'assemblea indetta il 9 luglio dalla Rsu del Comune di Casalecchio, che vi sono tra i lavoratori diverse ed articolati opinioni sullo specifico episodio, ci sentiamo di affermare che tutti i presenti hanno affermato l'inviolabilità del diritto di ogni cittadino, ancorché dipendente pubblico, di manifestare pubblicamente le proprie opinioni al di fuori del posto di lavoro". E il sindacato non risparmia una 'bocciatura', sia pure parziale, al sindaco Massimo Bosso, che il 2 luglio ha dichiarato, pur confermando il procedimento disciplinare, che "come amministrazione non sono in alcun modo in discussione o sanzionabili il diritto a manifestare le proprie idee o i valori antifascisti". Anche in questo caso, chiosa infatti la Fp-Cgil, "siamo di fronte ad una dichiarazione politica, in se' apprezzabile ma non esaustiva rispetto al procedimento disciplinare avviato". Da qui la richiesta dell'organizzazione sindacale "alla struttura deputata alla gestione dei procedimenti disciplinari" di far "prevalere il buon senso e la misura". (dire)

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