Operazione antidroga in Corticellla, ai domiciliari ex avvocato vicino alla mafia

L'uomo al telefono più volte intercettato mentre parlava riferendosi al superlatitante Messina Denaro

Un traffico internazionale di droga sotto l'egida della mafia e all'ombra del superlatitante Matteo Messina Denaro è stato scoperto dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Trapani, e dal Gico della Guardia di Finanza di Palermo: eseguita una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale del capoluogo siciliano, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di tre indagati.

L'operazione è stata denominata 'Eden 3 - Pequeno'. Eseguite in tutto il territorio nazionale decine di perquisizioni, che vedono impiegati oltre cento tra carabinieri e finanzieri supportati da unita' cinofile, in abitazioni e luoghi nella disponibilità degli indagati.

Il traffico di droga scoperto da carabinieri e guardia di finanza andava avanti dal 2013 e negli ultimi cinque anni le indagini delle forze dell'ordine hanno portato a ingenti sequestri di stupefacenti acquistati dall'organizzazione.

I tre arrestati sono tutti originari di Campobello di Mazara: il 73enne ex avvocato A.M., radiato per altre vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto in passato, è finito ai domiciliari, mentre N.M. e G.T., di 64 e 59 anni, sono in carcere. Il 73enne da tempo risiede in zona Corticella, a Bologna.

Nel corso dei loro dialoghi i tre, intercettati, facevano espliciti riferimenti a Messina Denaro e avrebbero dirottato parte dei proventi del traffico di droga alla famiglia mafiosa di Campobello per il sostentamento dei detenuti.

La droga, soprattutto hashish, arrivava dal Marocco attraverso la Spagna. Nella prima fase delle indagini un carico di 240 chili, destinato al mercato milanese, fu scoperto e sequestrato a Carate Brianza, in provincia di Monza, con l'arresto di un corriere: la droga avrebbe fruttato circa 350mila euro. Ricostruiti, inoltre, altri carichi arrivati in Italia per un ammontare di oltre una tonnellate.

Tra questi una partita di 180 chili ceduta a clienti calabresi e una di sessanta destinata al mercato lombardo e sequestrata in Toscana nel 2015. Il valore dei traffici intercettati nel corso delle indagini ha un valore superiore al milione e mezzo di euro.

Secondo gli inquirenti "ha assunto particolare rilievo" la figura dell'ex avvocato, il 'bolognese', che si sarebbe adoperato per dirimere contrasti sorti per ragioni economiche tra i partecipanti al traffico, sviluppando nell'hinterland milanese degli incontri con esponenti della criminalità organizzata siciliana da anni attivi in Lombardia.

In una intercettazione relativa all'incontro tra Messina e un pregiudicato palermitano quest'ultimo affermava di avere addirittura incontrato Messina Denaro. Il "promotore" della banda di narcotrafficanti sarebbe stato il 59enne: lui avrebbe mantenuto i contatti con i fornitori di hashish in Spagna e in Marocco attraverso recapiti telefonici fittiziamente intestati a terzi e sempre lui avrebbe intrattenuto i rapporti con gli esponenti dell'organzizazione presenti in nord Italia e incaricati della commercializzazione della droga. Sempre il 59enne "indicava perentoriamente ai sodali - spiegano gli investigatori - la cogente esigenza di destinare parte dei proventi alla famiglia mafiosa di Campobello di Mazara". (Com/Sac/Dire)

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