Cosmoprof al via tra le proteste, ma l'expo funziona

Oltre due ore per entrare nella kermesse della cosmesi. Corteo interno dei lavoratori, mentre Comune, Fiera e organizzatori parlano di conti in perdita e 'danno alla città'

Giornata di contrasti alla Fiera di Bologna. Mentre si aprivano i cancelli del cosmoprof, la kermesse della cosmesi, i lavoratori interni alla Fiera di Bologna mettevano in scena una secca protesta, contro i piani della gestione -che si appresta a tornare nelle mani degli enti locali- che nei giorni scorsi aveva paventato tagli al personale e alle paghe.

A nulla sono valse le febbrili e lunghe trattative, andate in fumo già ieri al termine di una seduta-fiume a palazzo Malvezzi. I lavoratori hanno quindi presidiato stamane l'apertura dei cancelli, e il taglio del nastro è stato annullato. Ma nel complesso, seppur con qualche ritardo agli ingressi, l'expo si è svolto lo stesso. 

Ai sindacati non vanno giù le garanzie, pur generose, che via Michelino era disposata a concedere. In particolare, si sostiene, nelle bozze circolate ieri non vi era traccia di riorganizzazione dei costi dei servizi, che ammonterebbero a 40 milioni. I sindacati sono insomma infastiditi, perché il piano di tagli porterebbe a un progressivo smantellamento delle maestranze interne, senza però rivedere le altre voci di spesa che cravano sui bilanci dell'expo bolognese, e a nulla sono serviti i diversi 'scivoli' a tutela del personale in esubero.

"Il marchio è più forte dello sciopero, ma questo è un attacco alla città, non alla Fiera". Il monito è del vicepresidente dell'expo ed esponente degli industriali bolognesi, Roberto Kerkoc. "Si colpisce un momento di eccellenza per Bologna, è la città che è ferita", afferma alludendo al danno di immagine che Bologna, come sede di eventi fieristici, subisce a suo dire dalla mobilitazione di oggi dei lavoratori.

"Sono gli imprenditori che decidono se Bologna è il posto giusto dove andare. Le aziende giudicano la città nel suo insieme, non solo il Cosmoprof", afferma Kerkoc. Il salone della bellezza è una delle manifestazioni 'più ricche' del calendario bolognese: solo l'evento di Bologna porta al bilancio del gruppo di via Michelino 30 milioni di euro (sui 125 complessivi), mentre altri 20 circa arrivano dalle edizioni realizzate all'estero.

Intanto, da viale Aldo Moro interviene anche il consigliere leghista Daniele Marchetti. "Non è possibile arrivare sempre all'ultimo momento. Specie quando sul tavolo si sta portando avanti una trattativa particolarmente delicata. La protesta assolutamente legittima dei lavoratori ha fatto fare alla Fiera l'ennesima figuraccia. Forse è il momento che qualcuno ai vertici dell'ente fieristico si faccia delle domande e cerchi almeno di darsi delle risposte. Così è evidente che non si può più andare avanti", sbotta Marchetti.

Di "grave danno di immagine ed economico" alla Fiera parla l'assessore al Bilancio del Comune, Davide Conte, rispondendo oggi in aula a Palazzo D'Accursio all'interrogazione del vicepresidente del Consiglio comunale, il 5 stelle (autosospeso) Marco Piazza, e riporta di "pesanti ricadute sul bilancio in termini di mancati introiti, oltre che sull'indotto". Alla rottura, ricorda Conte, si e' arrivati ieri in Città metropolitana dopo "15 ore di confronto molto intense" e nove bozze di accordo.

Per la Fiera, comunque, la mobilitazione avrà un costo: tra gli ingressi gratuiti e la mancata vendita dei biglietti, si stima che in una giornata come questa la perdita sugli incassi possa superare i 200.000 euro. Non solo, avvertono da BolognaFiere. E' assai probabile che i soggetti esterni che organizzano in proprio le manifestazioni (come Cersaie, Autopromotec o Eima) possa chiedere in futuro di gestire direttamente anche le biglietterie per evitare disagi come quelli di oggi. Disagi dei quali il presidente della Fiera, Franco Boni, si scusa aprendo la conferenza stampa inaugurale di Cosmoprof. (Dire)

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Monica
    Monica

    Un proverbio dice che prima o poi tutti i nodi vengono al pettine. Avete amministrato la fiera in maniera pessima e avete taciuto quelli che erano i problemi degli esuberi fin dopo alla rielezione del sindaco. Non sono i lavoratori che scioperano a far fare una brutta figura alla città ma l'amministrazione del comune e della fiera che, per raccogliere voti in campagna elettorale, ha preso per il chiulo tante persone. 

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