Lavoratori Fiera in agitazione, Cosmoprof a rischio apertura

Dopo il fallimento delle trattative astensione dal lavoro già domani, nell'ultimo giorno di allestimento. In mattinata nuovo tavolo a Palazzo Malvezzi, e presidio in via Zamboni. Scricchiolano Cosmopack e Cosmoprime

Dopo la fumata nera di ieri sera al tavolo della Città metropolitana, i lavoratori della Fiera di Bologna scendono di nuovo sul piede di guerra e mettono in campo fin da subito iniziative di lotta che rischiano di guastare la festa del Cosmoprof e non solo.

L'assemblea dei lavoratori oggi ha dato il via libera alla proclamazione di uno sciopero per tutto il turno di lavoro in occasione della giornata di apertura del salone della cosmetica, dopodomani. Non solo. La prima astensione dal lavoro scatterà domattina e rischia di mandare in tilt l'ultima giornata di allestimento della manifestazione, ma anche l'avvio ufficiale di due eventi correlati, Cosmopack e Cosmoprime, che aprono i battenti domani. I dipendenti dell'expo incroceranno le braccia dalle 8 alle 11 per partecipare al presidio che si terrà sotto Palazzo Malvezzi, dov'è previsto un nuovo incontro tra i sindacati, l'azienda e il Comune.

Infatti, dopo la rottura consumatasi ieri al termine di quasi cinque ore di trattativa, il Comune ha riconvocato per domani alle 9.30 i sindacati impegnati nella vertenza (Cgil, Cisl, Uil, Sgb e Usb) e il Consiglio d'azienda per tentare un'ultima mediazione. Un faccia a faccia che con ogni probabilità si svolgerà con il sottofondo di striscioni, cori e fischi cui i lavoratori del quartiere avevano abituato la città la scorsa estate.

Di certo, con l'inizio della mobilitazione fissata per le 8 del mattino, allestitori ed espositori, se anche riusciranno a varcare i cancelli della Fiera, rischiano di trovarsi di fronte padiglioni chiusi o aperti con forte ritardo. Ed è solo l'inizio. L'apertura di Cosmoprof è, di fatto, a rischio e altre iniziative di lotta sono in programma la prossima settimana per il Consiglio comunale e l'assemblea dei soci. Con un nuovo nemico da ieri, il Comune.

"Li abbiamo tutti contro, pubblici e privati", scandisce Nicoletta Pecorari, membro del Consiglio d'azienda. Generale lo sgomento e la rabbia per la posizione assunta dal Comune nella vertenza. "Sono arroganti, dicono chiaro e tondo che il piano industriale e' stato approvato e va applicato", protestano i dipendenti.

"La maggioranza pubblica si appresta a prendere il controllo della Fiera con soldi anche nostri e non vuole dire che si evitano le esternalizzazioni", sbotta Gianluca Taddia della Filcams-Cgil. Del resto questo è uno dei punti che portato ieri alla rottura del tavolo: nel testo di accordo proposto dalla Fiera con l'avvallo dell'amministrazione in tema di costo del lavoro si fa riferimento ad incentivi all'esodo, anche finalizzati alla continuità occupazionale: parole che alle orecchie dei lavoratori, in particolare i 119 part-time oggetto della vertenza, come un chiaro intento di esternalizzare il personale ricollocandolo in società esterne.

"A loro non interessa di trattare sull'integrativo, vogliono solo trovare il modo, se non di mandare la gente a casa, quanto meno di ricollocarla altrove", tira le somme Fabio Perretta dell'Usb. "E' sconvolgente come i soci pubblici stanno concludendo la trattativa", afferma Carmelo Massari della Uil. "L'azienda non fa un passo indietro e il Comune la difende", protesta Daniela Fustini, un altro esponente del Consiglio d'azienda, tra quelli che vorrebbero che al tavolo fosse proposto lo stralcio della famigerata pagina 49 del piano industriale, quella in cui si fissa il taglio delle ore del personale di manifestazione.

"Quel piano è una presa in giro. Gli espositori scapperanno dal caos che vogliono creare", ammonisce Nicoletta. "Dobbiamo andare con i cartelli davanti al Comune con su scritto "è il Pd che ci vuole a casa", propone un'altra delegata, Carmen Bevilacqua. Generale l'appello ai full-time perché si schierino a fianco del personale di manifestazione, assunto con un part-time verticale a tempo indeterminato. "Si devono rendere contro della situazione in cui ci troviamo. L'hanno detto chiaro e tondo ieri che i tagli riguarderanno anche loro", aggiunge Bevilacqua.

"Io non la vorrei fare la guerra, ma ora è il momento di decidere da che parte stare. Questo è il momento in cui possiamo giocare le nostre carte. Non ne avremo altri", avverte Tiziana. "Questa è una lotta per il futuro di tutti", conclude Sara Ciurlia della Fisascat-Cisl. Una lotta che Sinistra italiana sposa. Il capogruppo in Regione, Igor Taruffi, esprime "pieno sostegno alle ragioni della mobilitazione dei lavoratori di BolognaFiere. Da mesi chiediamo ai soci pubblici, a partire dall'amministrazione comunale di Bologna, e ai vertici dell'azienda di fare chiarezza sulle prospettive della Fiera e del futuro dei lavoratori".

La "situazione di incertezza che ormai si protrae da mesi è insostenibile -aggiunge Taruffi- e gli eventuali disagi che la mobilitazione dovesse arrecare a Cosmoprof sono interamente ascrivibili a chi in questi mesi ha costretto lavoratrici e lavoratori in un clima di incertezza e precarieta'. Per questo anche domani saremo in piazza al loro fianco". (Agenzia Dire)

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