Pizza Verdi, festa 'Crash', al via raccolta firme: 'Troppi rimpalli quella notte'

Un esposto che verrà presentato ai Carabinieri. Ieri anche il sindaco Virginio Merola ha condannato l'evento

Foto FB Crash

"La parola non è reprimere la gestire". A dirlo è Giuseppe Sisti di Assopetroni, l'associazione dei residenti della via 'calda' della zona Universitaria.

Casus belli, la festa e il concerto del Crash, il centro sociale sgomberato l'8 agosto, la sera del 14 settembre scorso, che ha richiamato in Piazza Verdi un migliaio di persone e che si è conclusa con i fuochi di artificio.

Questa mattina in Via Petroni i rappresentanti dei comitati hanno allestito un banchetto per la raccolta firme, rivolto solo ai residenti della zona universitaria, per sostenere un esposto che verrà presentato lunedì alla caserma dei Carabinieri di viale Panzacchi. Ieri anche il sindaco Virginio Merola ha condannato l'episodio e "Sentito il Prefetto - ha scritto in una nota - si è convenuto di convocare per domani il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica" visto che ha determinato comportamenti incivili e inaccettabili. Quanto è avvenuto è un episodio che non si deve ripetere e che non incide sul lavoro per riqualificare Piazza Verdi, lavoro che continuerà con le modalità previste".

"Sono sufficienti 50 firme, ma visto il risultato le supereremo sicuramente" ha detto Sisti ai cronisti comunque "i Vigili hanno chiuso le vie già dal pomeriggio e senza preavviso, ma hanno fatto tutto il possibile per permetterci di tornare a casa, quindi qualcuno doveva sapere di questa festa, annunciata da giorni".

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L'associazione critica anche i troppi rimpalli tra le forze dell'ordine contattate quella notte: "Non diciamo che non possono tenere manifestazioni, ma chiediamo rispetto per le persone ed è necessario chiarire le responsabilità, quindi la parola giusta è gestire non reprimere".

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