Weekend, niente Crealis nella 'T': "Incomprensibile e penalizzante per me disabile"

Come vive la pedonalizzazione completa del cuore del centro storico chi si ritrova a dover fare i conti con una ridotta capacità motoria? Lo spiega una disabile, mettendoci di fronte a problematiche sulle quali l'Amministrazione "ancora una volta si mostra miopia"

T-DAYS

Il Crealis non passerà per la ''T'' durante i weekend di pedonalizzazione. Così ha fatto sapere l'assessore alla Mobilità Andrea Colombo, parlando a Ciao radio e sottolinenado che "dobbiamo consolidare un risultato importante anche dal punto di vista culturale": ovvero che le strade della ''T'' il sabato e la domenica vanno "lasciate liberamente ai pedoni". Il Crealis, dunque, "come le attuali linee girerà nella ''T'', quindi in via Rizzoli e via Ugo Bassi, dal lunedì al venerdì mentre il sabato e la domenica la ''T'' sarà completamente dedicata ai pedoni". I nuovi filobus, intanto, "sono attualmente in produzione", assicura l'assessore, che confida di cominciare a veder girare i primi nuovi esemplari già nei primi mesi del nuovo anno.

E i disabili cosa ne pensano? Se infatti molti di coloro che godono di ottima salute plaudono alla pedonalizzazione completa del cuore cittadino, la pedonalizzazione completa crea non poche preoccupazioni per chi ha magari serie difficoltà di deambulazione. 

E' il caso di una lettrice, I.F. che ad una lunga lettera, che riportiamo di seguito integralmente, affida tutto il proprio sconforto e sconcerto, mettendoci difronte ad altre realtà verso le quali l'Amministrazione dovrebbe prestare attenzione e "non mostrarsi miope, ancora una volta".
"Nulla cambia per i T Days - così inizia lo sfogo di I. - La fine del cantierone e l'imminente passaggio per Crealis non inciderà, stando alle parole dell'Assessore Colombo, sull'attuale assetto dei T days, che continueranno a essere riservati al solo flusso pedonale. Una posizione che certo non va incontro a quelle persone, disabili e non, che hanno problemi di deambulazione e difficoltà a muoversi.

I provvedimenti per rendere accessibile la zona T alle persone dalle ridotte capacità motorie risultano a oggi meri palliativi (14 posti riservati in Piazza Roosvelt e la viabilità, ove dehors e strettoie lo consentano, di alcune laterali dell'asse Indipendenza-Ugo Bassi-Rizzoli). Tali provvedimenti si fondano su uno stereotipo sbagliato e anacronistico, quello per cui le persone con difficoltà motorie vivono tutte su una carrozzina elettrica e sono in grado di muoversi su ogni percorso purché privo di barriere. La realtà è ben diversa e il mondo della disabilità molto più differenziato. Per chi cammina con tripodi, stampelle o bastoni, ma anche per molti che si muovono grazie a una carrozzina manuale e devono spostare il proprio peso corporeo con la sola forza delle braccia, la distanza rappresenta una barriera architettonica al pari di uno scalino o un ascensore troppo stretto.

Certo nemmeno il Crealis potrebbe ovviare del tutto a questi problemi, poiché tanti disabili hanno necessità di essere lasciati davanti al posto che debbono raggiungere, non a una fermata che dista 10, 20 o 30 metri dalla propria meta. Distanze ridicole per chi cammina bene, chilometri per chi ha difficoltà a reggersi in piedi. Non a caso fior di sentenze della cassazione definiscono l'automobile al servizio di un disabile un ausilio protesico che nessun mezzo pubblico, sia pur dotato di pedana elettrica e strutturalmente accessibile, potrà mai sostituire.

Ostinarsi a chiudere la T persino al Crealis, tuttavia, testimonia ancora una volta la miopia delle scelte dell'Amministrazione in campo di accessibilità, non solo nei confronti di quei disabili che di un auto non possono in alcun caso fare a meno, ma anche di quegli anziani e di tutte le persone con ridotte capacità motorie che grazie a un mezzo pubblico potrebbero quanto meno ammortizzare le distanze da coprire a piedi.

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Tale scenario è reso se possibile ancor più discriminante da una sperequazione tra le diverse ordinanze che regolano la pedonalizzazione nei fine settimana. Nel tratto di Strada Maggiore chiusa al traffico nel weekend, infatti, le auto dei residenti muniti di garage sono autorizzate a transitare a passo d'uomo, prova che i veicoli possono convivere coi pedoni a patto di circolare a velocità ridotta. Al contrario i disabili che vivono, lavorano o vogliono muoversi nella T durante i fine settimana sono costretti a lasciare i propri veicoli fuori dall'asse pedonalizzato. Sembra quindi che per l'Amministrazione possedere un garage costituisca un titolo sufficiente a garantire l'uso dell'automobile, mentre un handicap certificato non sia impedimento altrettanto valido per vedersi riconosciuto tale diritto. Con buona pace delle pari opportunità e delle politiche di integrazione per i diversamente abili. Per me, disabile domiciliata in via Indipendenza, tali disposizioni risultano incomprensibili e altamente penalizzanti".

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