Crollo provinciale 325 Val di Setta, individuate le cause. “Strada andrà spostata, ma servirà tempo”

L’obiettivo delle indagini è "capire se è possibile percorrere la soluzione che sta venendo avanti come unica possibilità per riaprire la viabilità: cioè spostare la strada". L’ipotesi di una galleria o di un viadotto sono invece state scartate

Dopo mesi di indagini e studi arriva una prima “sentenza” sul crollo della provinciale 325 Val di Setta verificatosi il 6 e il 22 aprile al km 13 tra le frazioni di Vado (Comune di Monzuno) e Gardelletta (Comune di Marzabotto).

"La causa del crollo - spiega l'amministrazione metropolitana - che da aprile è rimasto in movimento fino a una decina di giorni fa quando si è verificato un ulteriore cedimento (nel video: l’evoluzione del crollo nei diversi mesi), più che a fenomeni di erosione del sottostante corso del torrente Setta o a semplici movimenti franosi è da imputare alla presenza di una faglia proprio nel punto in cui si è verificato il crollo, oltre a una serie di concause come il basso grado di cementazione dell’arenaria di cui è composta la parete. Per questo motivo la strada non si può ricostruire in quel punto".

In questi ultimi mesi – una volta emersa la faglia dopo un importante crollo nel mese di luglio ed effettuata la pulizia dell’alveo del fiume - si è provveduto a ripulire il bosco sopra il punto crollato per poter effettuare anche in quella zona un monitoraggio geologico. La Città metropolitana fa inoltre sapere di aver affidato diversi incarichi (le professionalità richieste per questo tipo di indagini sono molte) per un totale di circa 100mila euro, per effettuare indagini geognostiche con trivellazioni per studiare la geologia e la struttura del versante a un team di geologi e ingegneri (i carotaggi in questi giorni si stanno spingendo fino a 45 metri di profondità).

L’obiettivo di queste indagini - spefica l'amministrazione - è arrivare a capire se è possibile percorrere la soluzione che sta venendo avanti come unica possibilità per riaprire la viabilità: cioè spostare la strada di circa 17/20 metri all’interno con la costruzione quindi di 300 metri di nuova strada. L’ipotesi di una galleria o di un viadotto sono invece state scartate perché giudicate "troppo impattanti sia dal punto di vista ambientale che dei costi (occorrerebbe in entrambi i casi circa 1km di nuova strada con costi oltre i 20 milioni di euro)."

VIDEO |  l’evoluzione del crollo nei mesi

“In questi mesi – spiega il Consigliere metropolitano con delega alla Viabilità Marco Monesi – abbiamo lavorato intensamente, prima per pulire il versante, poi per verificare e monitorare gli spostamenti del terreno al fine di capire quale progetto fare per riaprire questa strada. Ora stiamo studiando la fattibilità della soluzione la cui realizzazione, è bene essere chiari fin da subito, richiederà almeno 2 anni per essere realizzata. La Sp 325 Val di Setta, è bene ricordarlo, rappresenta un’arteria importante non solo per i residenti della zona ma per l’intero Paese. In caso di chiusura dell’autostrada A1 per maltempo o per incidente l’esodo dai caselli di Rioveggio e di Cinque Cerri/Sasso Marconi è previsto su questa strada. Il 18 dicembre come concordato con il sindaco Bruno Pasquini incontrerò i residenti a Vado (Monzuno) per aggiornarli direttamente della situazione”.


 

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