Code troppo lunghe al CUP, il sindacato attacca USL

Il Sindacato Generale di Base: "Non si giochi più allo scarica barile, da oltre un anno chiediamo soluzioni strutturali per risolvere il problema endemico delle code e dei tempi di attesa"

Il Sindacato Generale di Base di Bologna attacca l'azienda sanitaria sul tema delle lunghe file agli sportelli CUP: "Abbiamo appreso con stupore e incredulità dai giornali, delle scuse rivolte agli utenti da parte dell’azienda USL per le lunghe code e i tempi di attesa agli sportelli dei punti CUP di Bologna, scaricandone la responsabilità sulle presunte malattie dei Lavoratori di CUP 2000 - si legge nella nota diramata questa mattina - Invece di prendersi le proprie responsabilità e cercare di risolvere i problemi con un’adeguata organizzazione del servizio, i dirigenti dell’azienda sanitaria non trovano altra soluzione che addebitare ai dipendenti della società che si occupa di gestire giornalmente migliaia di persone, la responsabilità dei disservizi venutisi a creare".

"Evidentemente gli stessi dirigenti hanno memoria corta e non gli sovviene che da oltre un anno il sindacato SGB chiede soluzioni strutturali per risolvere il problema endemico delle code e dei tempi di attesa presso gli sportelli CUP di Bologna - prosegue la nota dei sindacati - Problema endemico perché lasciato irrisolto da molto tempo e mai affrontato dai responsabili AUSL, nella migliore delle ipotesi perché incapaci; nella peggiore perché si è deciso di dismettere un servizio che i cittadini utilizzano giornalmente a migliaia. Nelle varie audizioni in commissione al Comune di Bologna, richieste da numerosi assessori messi al corrente dei disagi che i cittadini devono sopportare, l’AUSL ha sempre fatto orecchie da mercante, sostenendo che tutto andava a meraviglia, madama la marchesa. Anzi l’organizzazione messa in piedi era di eccellente qualità!"

"L’unico passaggio che era necessario mettere in atto, nuove assunzioni da parte dei soci, tra cui le AUSL, per ovviare alla mancanza di personale e al suo naturale turn over, non è mai stato deciso; anzi si è deciso l’esatto contrario: depauperare il servizio di front office".

Il progetto regionale di riordino delle società in house della regione Emilia Romagna, che investe anche CUP 2000, ha un ruolo in tutto questo? A domanda il SGB dà la sua risposta: "L’impressione è che si sia deciso di lasciare morire un servizio che fino ad ora permetteva l’accesso alle prenotazioni sanitarie e ai servizi di anagrafe sanitaria all’intera cittadinanza in maniera capillare, per sostituirlo con qualcosa di indefinito e fumoso. Alla luce dei fatti l’AUSL oltre agli utenti, dovrebbe chiedere scusa alle decine di lavoratori di CUP 2000 che giornalmente e con sovrumane difficoltà, devono lavorare in condizioni a dir poco disagiate per poter offrire alla cittadinanza un servizio che, nonostante le evidenti e note falle organizzative, ancora funziona ed è l’unico che la maggior parte dei cittadini scelgono per le proprie esigenze. La pazienza ha un limite, e quella dei lavoratori è stata già superata da tempo. Fino ad ora solo la responsabilità degli stessi ha permesso di andare avanti senza eccessivi problemi, ma ora la misura è evidentemente colma. Si risolvano subito i problemi strutturali e ognuno si assuma le proprie responsabilità, e non si giochi più allo scarica barile".

                                                                              

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