Discarica "Ex Razzaboni", rifiuti pericolosi: via alla bonifica, escono i primi camion

Dopo l'accantieramento e la predisposizione del sito sono state fatte le analisi ai cumuli di rifiuti e sono iniziate le operazioni di rimozione dei rifiuti pericolosi che vengono trasportati fuori dall'area attraverso camion

Alla fine dello scorso mese di maggio sono iniziati i lavori di messa in sicurezza nell’area "Ex Razzaboni". Dopo l’accantieramento e la predisposizione del sito sono state fatte le analisi ai cumuli di rifiuti e sono iniziate le operazioni di rimozione dei rifiuti pericolosi che vengono trasportati fuori dall’area attraverso camion.

"Come previsto dal progett esecutivo di bonifica dell’area o - precisa una nota del Comune di San Giovanni in Persiceto -   sono iniziate tutte le operazioni preliminari di accantieramento e predisposizione del sito, tra queste la rimessa in funzione della pesa, l'installazione del lavaggio ruote, la realizzazione delle baie ove sono stati trasportati temporaneamente i rifiuti in attesa delle analisi e la rimozione del terreno di copertura (non inquinato) del cumulo principale".

I cumuli di rifiuti sono stati già oggetto di una prima serie di analisi e gli esiti hanno confermato le concentrazioni di inquinanti già rilevate in fase di sondaggi preliminari. A partire da martedì 7 luglio è iniziata la rimozione dei rifiuti pericolosi, che vengono trasportati fuori dall’area attraverso camion, attività che si intensificherà nelle prossime settimane per poter rispettare la scadenza di ottobre quale data per il termine delle operazioni.

L’inizio della vicenda relativa all’area ex Razzaboni (via Samoggia 26) risale al 2001 quando, sull’area di proprietà privata  originariamente adibita ad impianto per il deposito ed il riciclaggio di materiali inerti, vengono rinvenute ingenti quantità di fanghi industriali inquinanti conferiti illecitamente. L’amministrazione comunale di Persiceto si è attivata, insieme a Provincia ed enti preposti alla vigilanza territoriale (Arpa, Noe, Corpo Forestale dello Stato, Ausl), per chiedere al privato lo smaltimento rifiuti fino a costituirsi parte civile nel procedimento a suo carico.

Il proprietario dell’area - riassume il Comune - viene poi condannato nel 2009 per “attività organizzata per traffico illecito di riufiuti, reato che nel frattempo è però caduto in prescrizione. Dopo le varie vicende che hanno procrastinato per anni l’adozione di un intervento risolutivo", alla fine di maggio ha preso il via il primo stralcio dei lavori, affidati ad Herambiente, per un importo di 3 milioni e 600 mila euro. A completamento dell’intervento si attende poi lo stanziamento di 3 milioni e 360 mila euro che la Regione ha già chiesto al Ministero dell’Ambiente.

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