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Da Bari a Casalfiumanese aggrappato sotto un camion, viaggio shock di un minore

Non parla una parola di italiano, lo hanno trovato affamato e tutto ricoperto di fuligine dopo il viaggio "della speranza", passato nascondendosi sotto il rimorchio di un autoarticolato

Redazione 8 ottobre 2011

Ha dell'incredibile la vicende del minorenne afgano trovato oggi a Casalfiumanese, mentre si aggirava intorno alla ditta "Agrimola” di via Di Vittorio. Qui, nel bolognese, il bimbo sarebbe infatti arrivato con un viaggio rocambolesco e disperato: per ore si è tenuto aggrappato sotto un camion, lungo la tratta Bari-Bologna.

Alcuni cittadini lo hanno notato: era tutto coperto di fuligine, con lo sguardo spaurito, affamato. Non parla una parola di italiano, difficile anche per i Carabinieri, intervenuti sul posto, trovare un interprete per appurare i fatti. Da quanto appreso il minore sostiene di avere 16anni e di essere di nazionalità afgana.
Ma la cosa che ha stupito i presenti è stato quando si è riusciti a comprendere il modo in cui il giovane era riuscito a raggiungere Casalfiumanese: aveva viaggiato, con il rischio che è facilmente immaginabile, aggrappato (nascosto fra gli assali) sotto il rimorchio di un autoarticolato che nelle prime ore del mattino aveva consegnato del materiale alla ditta Agrimola. A vista, le condizioni in cui il ragazzo si presentava hanno confortato tale versione: abiti e pelle imbrattati di fuligine tanto da farlo ritenere, a prima vista, unnero africano.

IL VIAGGIO "DELLA SPERANZA". Dai primi accertamenti è risultato che il veicolo in questione, di proprietà di una ditta della provincia di Salerno, prima di giungere a Casalfiumanese aveva percorso la tratta Salerno –Bari – Ancona, facendo diverse soste durante il tragitto, ma il conducente del veicolo non si sarebbe mai accorto della presenza del “passeggero”.

GIUNTO IN EUROPA CON UN GRUPPO DI CLANDESTINI. Il ragazzo ha faticosamente fatto intendere brandelli della sua storia, riuscendo a riferire che i suoi genitori sarebbero stati uccisi in Afganistan e lui sarebbe riuscito ad aggregarsi ad un gruppo di profughi clandestini, probabilmente giunti in Europa via mare.

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Dopo aver constatato che il minore non aveva riportato lesioni durante il pericoloso viaggio ed aver informato l’Autorità Giudiziaria Minorile, i Carabinieri hanno provveduto a ripulirlo e rivestirlo, poiché a suo dire non toccava cibo da ben 5 giorni.
Il ragazzo è stato quindi affidato alle cure della comunità di accoglienza “IL GABBIANO”, sempre di Casalfiumanese, dove sarà sottoposto ad accertamenti radiologici per verificare l’età e potrà colloquiare con mediatori culturali nella sua lingua (un dialetto del “farsi”, lingua persiana, probabilmente nella sua versione afgana, il “dari”), che potranno quindi ricostruire con maggiori dettagli la sua incredibile storia e consentire ai Carabinieri di verificarla.

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