Spaccio droga in zona U: raffica di arresti

La sezione crimine diffuso della Squadra mobile ha fatto scattare le manette per alcuni 'volti noti'

Soprattutto eroina e cocaina sono state sequestrate dopo alcuni arresti in zona universitaria, ieri sera, dove la sezione crimine diffuso della Squadra mobile di Bologna ha portato davanti al giudice cinque spacciatori, tra cui alcuni noti pusher delle vie attorno a Piazza Verdi.

In manette sono finiti appunto cinque soggetti, tra i 21 e i 53 anni. Tra le vie attenzionate dal personale in borghese della polizia c'è anche vicolo de' Facchini, teatro nel recente passato di segnalazioni da parte dei residenti e di alcuni episodi di cronaca legati proprio al consumo di sostanze pesanti. Ma gli arresti sono stati compiuti in via Righi, via Belle Arti e via Petroni, dove la rete di pusher ha adottato strategie diverse per occultare le sostanze e non farsi trovare in situazioni compromettenti.

Particolare lo stratagemma usato per due degli arrestati, che agiva in coppia, un 53enne e un 39enne, entrambi cittadini algerini, irregolari e con numerosi precedenti. I poliziotti hanno documentato la loro attività di spaccio, con il più anziano che si preoccupava di intercettare i potenziali clienti e il più giovane che si muoveva in bicicletta, custodendo denaro e contante. A richiesta, poi, il secondo si avvicinava al primo per fornire il necessario alla 'transazione'. Addosso al 39enne sono stati trovati in tutto 22 grammi di cocaina e 1220 euro in contanti

In manette, durante tutto il pomeriggio e la sera di ieri sono finiti anche due 40enni, entrambi cittadini tunisini, pizzicati in due episodi diversi mentre trattavano eroina con dei tossicodipendenti, tra RIghi e Belle Arti. Nel complesso in questo caso sono stati sequestrati poco più che una decina di grammi di eroina e 1500 euro, provento dello spaccio.

In manette è finito anche un 21enne cittadino gambiano trovato a nascondere 30 grammi di marijuana per spacciarli di volta in volta. Per un 40enne cittadino algerino invece, già gravato da un divieto di dimora nel Comune, si sono aperte direttamente le porte del carcere. 

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