Eredità Faac: 'Nessuna tentata estorsione nei confronti della Curia', chiesta archiviazione

La cugina del defunto patron smentisce di aver chiesto alla Curia metà dell'eredità: 'Nessun accordo spartitorio'

Richiesta di archiviazione della Procura di Bologna per la tentata estorsione ai danni della Curia, da parte dei parenti di Michelangelo Manini.

Sul presunto tentativo di estorsione messo in opera - si legge - “dagli avvocati emissari dei parenti di Michelangelo Manini”, la cugina del defunto patron Faac ha dichiarato, che per prima, insieme allo zio Carlo Rimondi aveva impugnato il testamento: “Dai miei ricordi scolastici la responsabilità penale è personale a meno che non ci sia un’unione a delinquere. Stigmatizzo con decisione questa strana esposizione dei fatti comparsa sulla stampa dove vengono accomunati “i parenti” tra loro e gli “spregiudicati comportamenti” dei loro avvocati senza alcuna precisazione su chi siano i “parenti” che a questi principi del foro hanno dato il mandato di difenderli con tale perizia. Pertanto mi dissocio totalmente dall’operato di codesti faccendieri vestiti da avvocati che progettano di costruire falsi testamenti per ricattare un Cardinale oppure che, contando sull’anzianità dei loro assistiti, si siedono personalmente ad un tavolo di trattative non con avvocati difensori della controparte, ma con la controparte stessa, al di la di ogni minimo rispetto della deontologia professionale e umana".

Mariangela specifica però che "come ci sono diversi comportamenti di avvocati, esistono anche diversi comportamenti dei familiari. Per quanto concerne il fatto che io abbia chiesto alla Curia la metà dell’eredità, questo è assolutamente e totalmente falso. In diverse occasioni io ho ben precisato che, sia io che mio zio Carlo Rimondi, non abbiamo voluto aderire ad accordi spartitori di sorta dopo aver capito che la prima proposta sollecitata da alcuni personaggi, poi finiti sotto inchiesta, erano farneticanti e in merito esistono i verbali della mia deposizione resa al PM. Chiunque faccia o abbia fatto diverse affermazioni ne risponderà al Tribunale il quale, magari fra 20 anni - e dirlo non è reato -  mi darà ragione:  la verità - e questi fatti odierni ne sono una prova -  emergerà, prima o poi”.

RESPINTI RECLAMI ARCIDIOCESI. Qualche giorno fa inoltre il Collegio della prima sezione Civile del Tribunale di Bologna, aveva emesso due distinte ordinanze con le quali ha respinto entrambi i reclami presentati dall’Arcidiocesi di Bologna con l’adesione – ad adjuvandum – di Faac Spa. I reclami, presentati a novembre e dicembre scorso, contro due distinti provvedimenti della dottoressa Squarzoni, giudice istruttore nella causa di merito.

I reclami di Curia e Faac in gran parte si basavano sia sui risultati di un’indagine penale disposta dalla Procura di Bologna sia sulla presunta ingerenza del custode giudiziario – Professor Paolo Bastia – nella gestione dell’azienda.

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