Eredità Faac: la Curia deve restituire i soldi per rendere effettivo il sequestro

Il giudice del tribunale civile di Bologna ha invitato la curia bolognese a trasferire su un conto corrente e su un deposito titoli ad hoc 36,5 milioni, entro il 15 aprile

Il giudice del tribunale civile di Bologna Maria Fiammetta Squarzoni ha invitato la curia bolognese a trasferire su un conto corrente e su un deposito titoli ad hoc 36,5 milioni, entro il 15 aprile, e ad indicare il numero del conto corrente su cui ha depositato 14,5 milioni, corrispondenti ai dividendi della Faac, attualmente sotto sequestro.

IL TESTAMENTO IMPUGNATO. La decisione è nell'ambito del procedimento sull'eredità della multinazionale che circa un anno fa, alla morte del patron Michelangelo Manini, venne lasciata all'arcidiocesi di Bologna con un testamento che i parenti di Manini hanno poi impugnato. Proprio a motivo del processo civile, l'azienda leader dei cancelli automatici, è stata sequestrata e affidata ad un custode, il prof. Paolo Bastia, dal 14 dicembre, quando il reclamo della curia venne respinto dal tribunale.

IL TRASFERIMENTO DEL DENARO. La cifra di 36,5 milioni, che ora il giudice invita a trasferire, si riferisce a risorse mancanti segnalate proprio dal custode: "rispetto ad un totale di 122 milioni di euro circa presso intermediari finanziari in varie forme, i sequestri interessano un monte valori di circa 92 milioni di euro, di cui sono risultati mancanti 36,5 milioni, cioé somme su cui è stato tentato il sequestro che non si è potuto eseguire come da verbali di ufficiali giudiziari". I 14,5 milioni, invece, sono gli utili del bilancio 2011.

OBIETTIVO, RENDERE EFFETTIVO IL SEQUESTRO. La decisione presa dal giudice è dunque "al fine di rendere possibile la concreta esecuzione del sequestro". Da parte di Carlo Rimondi, zio di Manini, uno dei parenti che insieme alla cugina Mariangela hanno impugnato il testamento, c'é soddisfazione: "L'avvocato Sesta (che assiste la curia, ndr) aveva frettolosamente dichiarato che ero io a non essere stato capace ad eseguire il sequestro e che la Curia aveva diritto a trattenersi gli utili e importi. Bene, non è così. E adesso - scrive in una nota - per favore smettiamola di giocare a nascondino e mettiamoci a discutere concretamente su come uscire da questa vergognosa situazione che danneggia tutti". Rimondi e Mariangela Manini sono assistiti dall'avvocato Rosa Mauro.

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