Sottraggono 500mila euro alla zia inferma, madre e figlio denunciati dalla Finanza

La signora titolare del patrimonio aveva fatto testamento contro i due, ma il nipote era stato nominato amministratore del patrimonio dalla sorella. La somma era già stata reinvestita

Repertorio

Aveva fatto nominare il nipote come curatore delle finanze della zia inferma, ma entrambi erano stati estromessi dall'eredità. Sono così finiti denunciati un uomo e una donna, residenti in provincia di Bologna. A loro sono contestati i reati di peculato, truffa e falso in atto pubblico. Operato nei giorni scorsi anche il sequestro di mezzo milione di euro in conti correnti e polizze assicurative, indebitamente sottratte da un amministratore di sostegno agli anziani zii defunti, a favore della propria madre.

Secondo la ricostruzione dei fatti, compiuta dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Bologna seguendo le direttive del Sostituto Procuratore Flavio Lazzarini, due anziani coniugi, residenti in provincia, avevano depositato un testamento presso un notaio in cui era stata rappresentata chiaramente la volontà di estromettere dall’eredità i loro parenti e nipoti, a favore di una coppia di amici che, negli ultimi anni, si erano occupati delle loro necessità in maniera disinteressata.

A seguito della morte del marito, avvenuta nel 2014, l’unica sorella in vita della moglie, approfittando del fatto che quest’ultima era stata colta da una forma di demenza senile, aveva adito le vie legali ottenendo che al figlio venisse riconosciuto l’incarico di amministratore di sostegno.

Alla morte dell’anziana donna, avvenuta pochi mesi dopo, il nipote-amministratore movimentava dal conto della sua zia/assistita circa 500.000 euro trasferendoli sul conto della madre e “dimenticando” di inserirli nell’inventario del patrimonio che sarebbe dovuto diventare invece oggetto dell’eredità. Le stesse somme venivano poi reinvestite, in buona parte, in strumenti finanziari difficilmente aggredibili con la successione.

Madre e figlio, sono stati denunciati, in concorso, ognuno per le rispettive condotte poste in essere, per peculato, abuso d’ufficio, falsità in atti e truffa, mentre le somme “distratte” sono state sottoposte a sequestro preventivo su disposizione del GIP Dott. Alberto Gamberini. Spetterà ora all’Autorità Giudiziaria stabilire esattamente a chi andranno i beni dei coniugi defunti, nel rispetto delle loro volontà.

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