In centro contro gli allevamenti intensivi: "Entriamo nella gabbia e immedesimiamoci"

All’interno degli allevamenti con una telecamera nascosta: "Le scrofe passano più di un terzo della loro vita in gabbie talmente strette dove non possono nemmeno girarsi"

Foto Essere Animali

Iniziativa di Essere Animali ieri pomeriggio in centro a Bologna: in via Rizzoli una gabbia simile a quella utilizzata all’interno degli allevamenti intensivi dove sono tenute le scrofe e ha invitato i passanti a rinchiudersi all’interno per immedesimarsi nella condizione degli animali allevati.

“Pochi minuti all’interno della gabbia rendono l’idea della costrizione che provano le scrofe negli allevamenti, dove sono imprigionate in condizioni ignobili che non le permettono alcun movimento”, fa sapere l'organizzazione. 

L’iniziativa è parte della campagna #SOSpig lanciata da Essere Animali dopo la diffusione di una indagine realizzata all’interno di oltre 20 allevamenti intensivi italiani, situati anche in Emilia Romagna. Obiettivo della campagna è spingere la grande distribuzione organizzata ad abbandonare l’utilizzo delle gabbie e le procedure di mutilazione dei suinetti. In via Rizzoli era possibile anche firmare l’apposita petizione online che ha già raggiunto oltre 120 mila firme.

Gli investigatori hanno lavorato all’interno di alcuni allevamenti e "con una telecamera nascosta hanno filmato le condizioni in cui vengono allevate le scrofe da riproduzione che passano più di un terzo della loro vita in gabbie talmente strette dove non possono nemmeno girarsi. Durante la prima fase di gestazione, che inizia con l’inseminazione artificiale, il parto e l’allattamento, gli animali vivono in uno spazio poco più grande del loro corpo. L’indagine mostra scrofe letteralmente incastrate tra le gabbie, con il corpo martoriato da piaghe e infezioni dovute al continuo sfregamento contro le sbarre" quindi “oltre alla sofferenze fisica si aggiunge quella psicologica, i maiali sono animali intelligenti e sensibili e, come mostra la nostra indagine, se privati di ogni stimolo manifestano apatia e comportamenti stereotipati”. 

I dati

Sono 500 mila le scrofe allevate in Italia. Oltre all’utilizzo delle gabbie, Essere Animali è riuscita a filmare anche le mutilazioni subite dai suinetti, come il taglio della coda e la castrazione chirurgica, entrambe effettuate senza l’utilizzo di anestesia né analgesia. Operazioni molto dolorose e, nel caso del taglio sistematico della coda, per giunta illegali, ma ancora praticate sul 98% dei maiali allevati in Italia.

“Siamo di fronte a un problema diffuso e strutturale che coinvolge l'intera industria alimentare. Un cambiamento è necessario, urgente ma soprattutto possibile. Le catene di supermercati possono influenzare i metodi di produzione degli allevamenti fornitori grazie al loro potere di acquisto, vincolandoli a non utilizzare gabbie e mutilazioni. Il ruolo dei consumatori, di conseguenza, è fondamentale al fine di spingere la grande distribuzione organizzata a intraprendere questo percorso. Le nostre richieste sono concrete: gruppi alimentari esteri o interi stati dell’Unione europea hanno già superato queste pratiche crudeli.”

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