Ex clinica Beretta: accordo con il Comune, gli occupanti lasciano lo stabile

Non si tratta di uno sgombero come come confermano gli occupanti: 'Lasciamo volontariamente: non è una vittoria, ma non ha più senso difendere un’occupazione che non garantisce più la dignità'. Il Comune si impegna a trovare alloggi nell'ambito del piano per l'emergenza abitativa

"Lasciamo volontariamente il Beretta: non è una vittoria, perché un bene pubblico torna nella mani della speculazione, ma non ha più senso difendere un’occupazione che non garantisce più la dignità, privati come siamo dell'accesso alla rete elettrica il cui tombino è stato murato e impossibilitati a usufruire del riscaldamento". A scriverlo la Coalizione Internazionale Migranti e Rifugiati Bologna - CISPM su Facebook, dopo l'intesa con i servizi sociali del Comune  che hanno accelerato i tempi dopo la relazione dei Vigili del fuoco sulle condizioni critiche dello stabile dal punto di vista igienico e di sicurezza.ù

Nelle scorse settimane in Procura era stato aperto un fascicolo contro ignoti per resistenza a incaricato di pubblico servizio poichè la corrente elettrica era stata riallacciata dagli occupanti, che il 30 dicembre avrebbero anche impedito a una squadra Enel di staccarla.

"Abbiamo individuato un percorso che, data la situazione di partenza, abbiamo ritenuto opportuno accettare...la strada è ancora lunga lunga, la nostra lotta non s'arresta, ma quel che è certo è che non vogliamo in alcun modo che i nostri interlocutori siano i poliziotti ormai avvezzi agli sgomberi a Bologna. Quel che importa è che nessuno andrà per strada e garantiamo ad ogni minore così l di non perdere neanche un giorno di scuola!" concludono. 

Lo stabile in via XXI Aprile di proprietà dell'Ausl era sede della clinica odontoiatrica era stato già occupato nel 2012, per poi essere sgomberato. Il 1° marzo del 2014, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, il sindacato Asia-Usb lo aveva nuovamente occupato e fino ad oggi vi vivevano una cinquantina di persone: una decina di famiglie, con circa 20 minori e persone in condizione di fragilità saranno spostati all'ostello San Sisto, con l'impegno da parte di Palazzo D'Accursio di trovare entro un mese un alloggio nell'ambito del piano per l'emergenza abitativa. Gli altri saranno indirizzati per il momento verso una struttura all'interno del piano freddo, che deve essere ancora individuata.

L'assessore al Welfare Amelia Frascaroli ha confermato che "Il Comune si fa carico delle persone, con la loro estrema collaborazione, e li sistemiamo altrove, a seconda della loro condizione- spiega Frascaroli- entro sabato forniremo tutti i dettagli". Il lavoro "comincia domani" e "non è uno sgombero, si tratta di un normale svuotamento di una situazione che igienicamente non va più bene". E aggiunge: "Spero che domani non ci sia nessuno a guardare e a fotografare, perchè non è  uno spettacolo". Anche Giorgio Simbola, portavoce della sigla Usb migranti che sostiene l'occupazione, sottolinea che si tratta di "un'operazione condivisa tra occupanti e servizi sociali. Abbiamo evitato uno sgombero traumatico, soprattutto per i minori".

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