L'amianto uccide ancora: "Restituiamo le ex Ogr alla città"

Oggi la firma del Patto di collaborazione tra Comune e Associazione Familiari e vittime di amianto (AfeVa)

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Quasi sei mila firme raccolte e, adesso, un Patto di collaborazione con il Comune di Bologna per salvare la storia delle Officine Grandi Riparazioni di Bologna. Prosegue la battaglia dell'associazione Familiari e vittime di amianto (AfeVa) che chiede al Gruppo Fs e alle istituzioni che l'area delle Ogr sia totalmente bonificata dall'amianto e restituita alla città.

Tra i primi firmatari ci sono gli assessori comunali Matteo Lepore e Valentina Orioli e la presidente dell'Assemblea legislativa Simonetta Saliera. "Le Ogr sono un bene comune e ci facciamo carico insieme di portarlo avanti". Il Comune sosterrà le attività previste dal Patto di collaborazione con un contributo di 5mila euro e con il supporto della redazione di Flash giovani per la produzione di video.

La petizione

Dopo una vertenza sindacale durata 10 anni, che ha difeso l'occupazione ed il lavoro, l'attività è stata spostata in un altro stabilimento. Dal mese di luglio 2018 lo stabilimento OGR e l'area di via Casarini sono vuote. Il rischio è che la tragedia dell'amianto così come le lotte sindacali per la salute vengano presto dimenticate lasciando spazio al degrado e all'oblio e aprendo spazi a chi vorrebbe un intervento speculativo sull'area.
Nel frattempo su sollecitazione di AFeVA ER e del sindacato alla Regione ed al Governo, il Parlamento nella legge di bilancio 2017 ha dichiarato sito di interesse nazionale (SIN) per la bonifica l'intera area delle Officine. Chiediamo quindi che nell'ambito del percorso previsto per il SIN venga accertato il reale stato di inquinamento dell'area e che vengano stanziate sufficienti risorse per realizzare celermente la sua Bonifica.

Con questa petizione intendiamo richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni a sostegno di un recupero delle OGR di Bologna.

Chiediamo al Gruppo FS che il Museo e i Monumenti ai caduti della resistenza e del Lavoro vengano mantenuti dove si trovano ora e che l’area venga totalmente bonificata dall’amianto e messa in sicurezza. 
Proponiamo infine che l’area e lo stabilimento (di interesse storico ed architettonico), oggi dismessi, vengano riconsegnati alla città per la creazione di un Polo culturale di interesse pubblico e per rispondere alle necessità sociali del quartiere e della città di Bologna

Il 13 maggio, in attesa del Museo, è stato inaugurato in Assemblea legislativa l'allestimento dedicato alla storia delle Officine Grandi Riparazioni, realizzato in collaborazione con il Gruppo Fs Italiane, Cgil e l'AfeVa. Un vero e proprio "Presidio della memoria".

La storia

Le Officine Grandi Riparazioni hanno sviluppato a Bologna la rigenerazione, riparazione e manutenzione del materiale rotabile delle Ferrovie dello Stato, dal 1908, in via Casarini, 25, dietro alla Stazione Centrale dei treni. Una vicenda che ha attraversato due guerre mondiali e oltre un secolo nel quale ferrovieri e città si sono segnati reciprocamente in modo indelebile. La Resistenza all’occupazione tedesca, le lotte sindacali per il lavoro, ma soprattutto le battaglie per la salute degli operai.

Solo nel 1979, grazie all’azione dei delegati sindacali delle OO.SS. e dei servizi di medicina del lavoro territoriali si è iniziato un percorso di confronto sulle gravi conseguenze del lavoro con l'amianto per i lavoratori, tenuti fino ad allora all'oscuro, per cambiare l'organizzazione del lavoro e con l'obiettivo di interrompere l'esposizione indebita fino all’eliminazione dell' Amianto dalle lavorazioni.

Lo stabilimento (65 mila metri quadrati di capannoni di cui 18 mila nel solo edificio del 1908), e l'area di pertinenza, di proprietà di Ferrovie Italiane negli anni e ancora oggi, a causa delle lavorazioni con l'amianto, contra oltre 300 vittime tra lavoratori e lavoratrici.

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