Ex Telecom occupata: 'Siamo una grande famiglia, ben organizzata e accettata dal quartiere'

Quasi 300 'inquilini' e oltre 100 i bambini: hanno arredato gli ex uffici Telecom con mobili di recupero e oggi rischiano lo sgombero. Ci raccontano la loro realtà

Una comunità costituita da quasi 300 persone, 82 famiglie, 106 bambini, 8 donne in attesa e 10 disabili quella che dallo scorso dicembre occupa lo stabile che fu di Telecom (proprio di fronte al nuovo Comune, in via Fioravanti) e che era sfitta da diversi anni. Oggi gli ex uffici sono stati trasformati in appartamenti, il cortile è la piazza dove i bambini giocano e gli adulti si ritrovano a parlare e fumare. All'interno spazi comuni, un'area pensata per i bambini (e il doposcuola gestito da alcune maestre del quartiere). Una grande organizzazione insomma.

"Noi da qui non ce ne andiamo!" la risposta che lo scorso mercoledì (19 maggio 2015 ndr) gli occupanti hanno riservato agli uomini della Digos, intervenuti per eseguire il sequestro della palazzina senza successo. Un muro, anzi, una "muraglia meticcia" come la definiscono loro, che si è schierata per difendere il diritto alla casa e chiedere al Comune di Bologna una soluzione vera. Lo stesso è accaduto ieri nello stabile occupato di via Mario De Maria.

Come sono i rapporti con il resto del quartiere? Buonissimi - spiega Luca, il portavoce di Social Log - c'è un sacco di solidarietà, partecipano ai nostri eventi, ci portano del cibo. Un macellaio ci regala persino la carne e molti cittadini che hanno avuto o hanno a che fare con sfratti e problema casa/lavoro sostengono e stimano la nostra battaglia, di cui l'occupazione è solo una conseguenza. Alcuni ci chiamano anche per eseguire dei piccoli lavori".

Come vi siete organizzati per la divisione e l'assegnazione degli appartamenti? Quante unità abitative avete ricavato dagli uffici e come? "Gli ambienti erano divisi da pannelli e noi li abbiamo spostati creando dei moduli abitativi. Abbiamo poi aggiunto le docce e apportato modifiche e miglioramenti vari, con l'aiuto dei tanti artigiani (muratori, idraulici...) che vivono qui. Qui non c'è scambio di denaro, ma il lavoro si dona. Tutti i mobili sono di recupero e poi ognuno si è creato l'ambiente che più gli si addice".

Ma chi sono gli abitanti dell'ex Telecom? Quali le nazionalità? Sono persone che vengono da luoghi ed esperienze diverse. Abbiamo italiani, marocchini, cubani e anche un paio di famiglie cinesi che lavoravano nel settore tessile e si sono ritrovati in crisi dopo il fallimento della propria impresa.

E tutti immagino si stiano dando da fare per trovare un'occupazione..."Certo, anche se non è facile. L’articolo 5 del decreto 'piano casa' fra il resto stabilisce che chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedervi la residenza - spiega ancora Luca - e questo naturalmente è un problema per una eventuale regolarizzazione.

Avete paura di dover lasciare questa struttura?  "No. Ci aspettiamo che l'amministrazione pubblica ci dia una soluzione, non possiamo mandare in mezzo alla strada 300 persone".

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