F.I.C.O.: il progetto esecutivo alle battute finali, CAAB lancia #365GIORNIPERFICO

Si avvia alla conclusione il progetto esecutivo di FICO e della Nuova Area Mercatale al CAAB - Centro Agroalimentare di Bologna, in fase di predisposizione da parte delle imprese aggiudicatarie dei lavori

#365GIORNIPERFICO, è un obiettivo e al tempo stesso l’auspicio che Bologna possa arrivare in meta nei tempi previsti con un traguardo d’eccellenza come il Parco Agroalimentare FICO Eataly World Bologna.

Si avvia dunque alla conclusione il progetto esecutivo di FICO e della Nuova Area Mercatale al CAAB – Centro Agroalimentare di Bologna, in fase di predisposizione da parte delle imprese aggiudicatarie dei lavori, come previsto nel bando emesso da Prelios stessa. Lo scive in una nota il CAAB.

Confermato anche il trasloco delle aziende nell'area CAAB, con una precisazione: "gli accordi per il trasferimento delle aziende, trattati direttamente con i vertici di Acmo in rappresentanza degli operatori, sono stati tutti sottoscritti a dicembre 2013: erano infatti una delle condizioni sospensive del progetto FICO. Nel dettaglio, gli accordi prevedono a carico di CAAB oneri significativi, stimabili in alcuni milioni di euro: un investimento legato anche alla sostituzione integrale delle pregresse attrezzature (in larga parte risalenti al momento dell’apertura, nel marzo 2000) in uso negli stand".

Gli Operatori dunque potranno contare su uffici, celle frigo e soppalchi nuovi e già predisposti. "A fronte di tali condizioni, sicuramente migliorative rispetto alla situazione attuale, si era definito - nei medesimi accordi sottoscritti a dicembre 2013 - che a carico delle aziende restassero esclusivamente gli allacciamenti interni agli stand, il trasferimento di mobili e arredi, le personalizzazioni e le eventuali dotazioni aggiuntive rispetto alle attuali, con una stima di alcune migliaia di euro per modulo. Va inoltre aggiunto che la nuova struttura sarà estremamente più efficiente di quella attuale dal punto di vista energetico e logistico: saranno fra l’altro eliminati i difetti sollevati dagli Operatori con riferimento all’attuale sede del Mercato Ortofrutticolo".

E’ prevista la riduzione dei percorsi nell’ordine del 50% circa, e l’inserimento di bocche di scarico nel retro stand. Tuttavia, al fine della corretta stima degli oneri complessivi del trasferimento, è necessario che tutte le aziende insediate forniscano i lay out dei rispettivi stand per poter analizzare i diversi punti e procedere all’affidamento dei lavori: un impegno previsto dagli addendum per lo scorso 31 dicembre 2013, ad oggi in grande parte mancante.

Rispetto alle dichiarazioni del presidente CAAB Andrea Segrè circa le oggettive difficoltà del settore, spiace il fraintendimento del senso che quelle considerazioni, tutt’altro che denigratorie, intendevano avere. Dati oggettivi presentati e discussi nei Consigli di Amministrazione rilevano la difficoltà che il settore deve affrontare a livello locale, nazionale e internazionale.  Consapevole che la sua mission si può giocare e vincere solo in team, CAAB guarda alla sua “squadra” e agli Operatori quotidianamente impegnati al Mercato con la massima stima per le imprese attualmente insediate, che hanno dimostrato e stanno dimostrando le loro capacità imprenditoriali nel fronteggiare la crisi economica. Proprio per questo non dubita che sapranno cogliere il vantaggio delle nuove condizioni operative a seguito del trasloco e confida di poter affrontare al meglio con tutti la sfida legata  a FICO Eataly World, strategica e centrale per il futuro della città metropolitana e dell’intera regione.

CAAB ribadisce la propria volontà di comprendere e affrontare le questioni sollevate dalle aziende anche con la collaborazione di Legacoop, Ascom e Camera di Commercio, come richiesto dagli Operatori, e si rende sin d’ora disponibile a un nuovo incontro in tal senso. D’altra parte, la decine di riunioni effettuate nei mesi scorsi e l’intenso scambio di corrispondenza testimoniano che CAAB si è sempre reso concretamente disponibile ad ascoltare le argomentazioni delle aziende insediate e a trovare, nel limite del possibile, soluzioni condivise.

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