Faac, vicino il dissequestro: 'contentino' da 60 milioni e i familiari abbandonano la causa

La Curia pare averla spuntata sulla lunga querelle. Manca solo l'ultimo 'scoglio' da superare, quello del dentista di Manini che continua nella battaglia. Michelangela Manini: 'Volevo avere la certezza che fosse verificata la reale volontà di Michelangelo'

L'Arcidiocesi di Bologna pare averla spuntata sulla lunga querelle, che gli vedeva contrapposta la famiglia del defunto Michelangelo Manini, patron della Faac. Davanti al giudice Maria Fiammetta Squarzoni i parenti dell'imprenditore scomparso hanno oggi rinunciato formalmente a proseguire nella causa di impugnazione dei testamenti che vedevano la Curia unica beneficiaria del patrimonio del loro congiunto (pari a circa 1.7 miliardi di euro - tra cui il 66% dell'azienda della multinazionale).
Primi a firmare Mariangela Manini e Carlo Rimondi, proprio loro furono ad avviare la contestazione. Anche gli altri parenti hanno rinunciato alle pretese di legittima e hanno riconosciuto l’Arcidiocesi nel possesso dei beni. L’avvocato Sesta e Monsignor Gian Luigi Nuvoli - spiega Ugo Nazzarro, marito di Mariangela Manini - "hanno accettato la rinuncia e tutti congiuntamente hanno chiesto al giudice la revoca del sequestro o, in subordine, il mantenimento dell’attuale CdA che dovrà essere rinnovato a breve". “Io volevo avere la certezza che fosse verificata la reale volontà di Michelangelo - ha dichiarato  Mariangela Manini - Penso che adesso possa veramente calare il sipario su questa triste vicenda. Non so cosa intenda fare il Dottor Corneti. Ma io e mio zio Carloinsieme gli altri miei parenti abbiamo deciso di fermarci qui.”

Un passo indietro, dunque che arriva all'indomani del goloso accordo raggiunto tra Chiesa e parentado, secondo il quale i 7 familiari di Manini riceveranno complessivamente 60 milioni di euro.

Ora per l'Arcidiocesi manca solo l'ultimo 'scoglio' da superare, ovvero le rimostranze del dentista dell'imprenditore scomparso (dottor Corneti), che invece continuerebbe volontà di proseguire la causa, rivendicando la validità di un testamento, secondo il quale lui sarebbe tra gli eredi. Ma proprio proprio sabato notte è stata resa pubblica una prima bozza della perizia disposta dal Tribunale sui  testamenti, che dimostrerebbe come autografi e olografi i testamenti prodotti dall’Arcidiocesi e falso quello presentato dal dott. Corneti.

Entro pochissimi giorni il Giudice deciderà, ma ormai in molti pensano che è vicino il dissequestro del 66% delle azioni Faac SpA (posta sotto sequestro giudiziario in attesa della risoluzione),

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