Eredità Faac, è ancora scontro eredi-curia: "Delirio di onnipotenza per il malloppo"

La Curia chiede la revoca del custode giudiziario per negligenza. I familiari: "Il Papa invita alla pace e all'armonia, l'arcidiocesi insiste a fare un'inutile guerra"

Dopo le vacanze estive tutto torna alla normalità e così anche lo scontro sull'eredità Faac. L'arcidiocesi di Bologna, dopo aver presentato ricorso in appello al provvedimento sequestro – udienza il 21 luglio e sentenza prevista in ottobre –, tramite il proprio avvocato ha chiesto un provvedimento urgente di sostituzione del professor Paolo Bastia quale custode giudiziario dei beni di Michelangelo Manini deceduto il 17 marzo 2012.

Condotta ''negligente e inadempiente'', secondo la Curia quella di Bastia che "avrebbe violato l'obbligo di esercitare la custodia 'da buon padre di famiglia''. Il giudice Squarzoni non ha ravvisato gli estremi per un provvedimento d’urgenza e ha fissato un’udienza il 21 ottobre nel corso della quale sentirà in contraddittorio anche le campane del Custode e dei familiari e non solo quelle dell'Arcidiocesi.

Interpellata, la cugina di Michelangelo, Mariangela Manini, che insieme allo zio Carlo Rimondi per primi hanno contestato l'autenticità del testamento, ha dichiarato: "Da Roma, Papa Francesco invita tutti alla pace e all’armonia, l’arcidiocesi di Bologna insiste a fare un’inutile guerra legale, non solo contro i familiari, ma anche contro un custode giudiziario nominato giustamente e dopo diverse udienze e sentenze come terzo garante a tutela di tutti. Assistiamo ad un delirio di onnipotenza dove invece di cercare soluzioni eque si vuole tenere ben stretto il malloppo".

LA STORIA DELL' EREDITA'. Dopo la morte di Michelangelo Manini, patron Faac, sono comparsi 5 testamenti Olografi dei quali 4 - redatti in dicembre 1998 – apparentemente a favore della Chiesa cattolica, o in subordine a Croce Rossa o stato Italiano a fini di beneficenza, e uno, datato novembre 2011, a favore di un dentista di Modena.

A tutti questi presunti testamenti si sono opposti gli eredi legittimi, 6 zii, che hanno fatto seguito alla prima contestazione di Mariangela Manini, cugina di Michelangelo, ma che afferma di esserne in realtà la sorella.

Su istanza di Carlo Rimondi, zio di Mariangela e di Michelangelo, il giudice Maria Fiammetta Squarzoni ha stabilito il 9 gennaio 2013 che l’eredità contesa venisse affidata ad un custode in attesa di definire il merito della vertenza, cioè chi ne siano i beneficiari, se la Curia, il dentista o i familiari.

La curia, appoggiata dal management Faac non ha digerito la nomina del custode, affermando che il sequestro avrebbe “messo a rischio centinaia di posti di lavoro”. A questa tesi si sono opposti sia i familiari sia i giudici che hanno invece affermato che il provvedimento è a tutela dei diritti dei possibili eredi, chiunque essi siano, ed è un’operazione di tutela e non di danno per alcuno.

Anche alla luce del tentato furto subito nella villa in cui abitava Manini e della richiesta del custode, fatta al Giudice, di poter smobilitare alcuni importanti importi per pagare le tasse, ha chiesto urgentemente la sua revoca o la sua sostituzione.

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