Potrebbe essere una strada in salita per la Curia di Bologna quella verso il generoso lascito del defunto presidente della FAAC Michelangelo Manini, scomparso il 17 Marzo scorso a 50 anni, che ha nominato la Chiesa Cattolica “erede universale” di un’azienda valutata in oltre 1,7 miliardi di Euro.
Accettando l’eredità, la Chiesa per la prima volta nella storia si trova proprietaria delle quote di maggioranza e siederà nel CDA della multinazionale FAAC S.p.A. di Zola Predosa, leader nella produzione di cancelli con apertura a distanza, con stabilimenti e oltre 1.000 dipendenti in tutto il modo.
LA BATTAGLIA DEI PARENTI. Una stretta cugina di Michelangelo Manini (INTERVISTA) ha voluto approfondire forma e contenuto dei documenti testamentari e, dopo averli esaminati con alcuni esperti, ne ha deciso l’impugnazione, non riconoscendo la calligrafia del cugino nel testamento olografo (che deve essere scritto interamente di pugno dal testatore – art. 602 Codice Civile - n.d.r.) avuto in visione.
“La scheda testamentaria olografa non appare essere scritta integralmente di pugno del cuius di talché quivi espressamente si disconosce la scrittura stessa, sia del testo che della sottoscrizione…“ si legge nell’istanza d’impugnazione presentata questa mattina presso il Tribunale di Bologna che avrà tempo fino al 27 settembre 2012 per valutare la documentazione e perciò decidere.
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Qualche grattacapo dunque per gli uffici di via Altabella, sede della Curia bolognese, che si troveranno al centro una vertenza delicata sulla quale i giudici sono chiamati a fare chiarezza e che mostra diverse incongruenze, a detta della parente scontenta e non convinta di questa enorme generosità del cugino.
Certo che, a prescindere dalla vicenda di legittimità ereditaria, la veste di “capitano d’azienda” che la Curia dovrebbe indossare potrebbe stargli un po’ scomoda.





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jacopo Egr. Vittorio P. vedo che Lei è una persona molto informata sui fatti, altrimenti non scriverebbe tutte queste cose...
comunqe per sua informazione, un notaio che fa da esecutore testamentario, non può pubblicare il testamento. distinti saluti
Vittorio P. so quello che leggo sui giornali e in rete compreso che sarebbe stato il parroco a suggerire come fare a lasciare tutto alla Chiesa. lo ha confermato Novoli, economo della Curia. Quindi due sicure testimonianze... , ma mi ha colpito il doppio nome e non mi pare sia esatta la sua osservazione, così, a prima idea, ma oggi mi informo e confronto
Jacopo egr. sig. Vittorio, non è stato il parroco a dire al sig. Manini come fare il testamento, ha solo consigliato la denominazione esatta dell'ente dopo aver saputo la sua volontà . comunque, la verità verrà presto fuori, mi dispiace solo della povera cucina che si è lasciata fregare dalla sua "avvocatessa"