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Eredità Faac, dubbi sul testamento di Manini: parenti vs Chiesa

La Curia erede universale dell'azienda e del patrimonio di Michelagelo Manini. I parenti dell'imprenditore non restano a guardere: oggi presentata istanza di impugnazione

Noemi Di Leonardo16 aprile 2012
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Potrebbe essere una strada in salita per la Curia di Bologna quella verso il generoso lascito del defunto presidente della FAAC Michelangelo Manini, scomparso il 17 Marzo scorso a 50 anni, che ha nominato la Chiesa Cattolica “erede universale” di un’azienda valutata in oltre 1,7 miliardi di Euro.
Accettando l’eredità, la Chiesa per la prima volta nella storia si trova proprietaria delle quote di maggioranza e siederà nel CDA della multinazionale FAAC S.p.A. di Zola Predosa, leader nella produzione di cancelli con apertura a distanza, con stabilimenti e oltre 1.000 dipendenti in tutto il modo.

LA BATTAGLIA DEI PARENTI. Una stretta cugina di Michelangelo Manini (INTERVISTA) ha voluto approfondire forma e contenuto dei documenti testamentari e, dopo averli esaminati con alcuni esperti, ne ha deciso l’impugnazione, non riconoscendo la calligrafia del cugino nel testamento olografo (che deve essere scritto interamente di pugno dal testatore – art. 602 Codice Civile -  n.d.r.) avuto in visione.

“La scheda testamentaria olografa non appare essere scritta integralmente di pugno del cuius di talché quivi espressamente si disconosce la scrittura stessa, sia del testo che della sottoscrizione…“ si legge nell’istanza d’impugnazione presentata questa mattina presso il Tribunale di Bologna che avrà tempo fino al 27 settembre 2012 per valutare la documentazione e perciò decidere.

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Qualche grattacapo dunque per gli uffici di via Altabella, sede della Curia bolognese, che si troveranno al centro una vertenza delicata sulla quale i giudici sono chiamati a fare chiarezza e che mostra diverse incongruenze, a detta della parente scontenta e non convinta di questa enorme generosità del cugino.
Certo che, a prescindere dalla vicenda di legittimità ereditaria, la veste di “capitano d’azienda” che la Curia dovrebbe indossare potrebbe stargli un po’ scomoda.
 

Michelangelo Manini
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14 Commenti

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  • Avatar anonimo di Vittorio P.

    Vittorio P. gentilissima Anonima,  il notaio ha detto che ha ricevuto il testamento in busta chiusa e davanti a testimoni. quindi nn può testimoniare cosa c'era scritto sul testamento e chi l'ha scritto. Perchè dall'alto della sua sapienza notarile non ha consigliato al dott. Mannini, esperto studioso di legge come lei dice, di "pubblicare" il testamento (sempre tenendolo segreto) ma con data certa e scrittura certa? Forse che qualcuno l'ha "consigliato"? Perchè il validissimo notaio non lo ha pubblicato lui personalmente, dopo la morte di mr Fac, ed è andato da un collega notaio? Forse aveva bisogno lui di un "testimone"? La cugina (che mi pare si chiami Mannini anche lei...) fa bene a chiedere chiarezza: se è tutto vero bene, altrimenti dimissioni!

    il 18 aprile del 2012
    • Avatar anonimo di jacopo

      jacopo Egr. Vittorio P. vedo che Lei è una persona molto informata sui fatti, altrimenti  non scriverebbe tutte queste cose...
      comunqe per sua informazione, un notaio che fa da esecutore testamentario, non può pubblicare il testamento. distinti saluti

      il 18 aprile del 2012
      • Avatar anonimo di Vittorio P.

        Vittorio P. so quello che leggo sui giornali e in rete compreso che sarebbe stato il parroco a suggerire come fare a lasciare tutto alla Chiesa. lo ha confermato Novoli, economo della Curia. Quindi due sicure testimonianze... , ma mi ha colpito il doppio nome e non mi pare sia esatta la sua osservazione, così, a prima idea, ma oggi mi informo e confronto 

        il 19 aprile del 2012
        • Avatar anonimo di Jacopo

          Jacopo egr. sig. Vittorio, non è stato il parroco a dire al sig. Manini come fare il testamento, ha solo consigliato la denominazione esatta  dell'ente dopo aver saputo la sua  volontà . comunque, la verità verrà presto fuori, mi dispiace solo della povera cucina che si è lasciata fregare dalla sua "avvocatessa"

          il 20 aprile del 2012
  • Avatar anonimo di alice

    alice scusa Giovanni.. ci sono periti grafologi che passano anni ad analizzare la gambetta di una "a"  per capire se è possibile ricondurla alla grafia di una determinata persona.. converrai con me che una semplice occhiata ad una fotocopia non sia sufficiente per tratte conclusioni. Detto questo..escludiamo a priori il fatto che possa essere un falso?ricordiamoci di appartenere ad un popolo di disonesti. Che si voglia far chiarezza sulla vicenda io non la trovo una cosa  così assurda e sbagliata. Io spero solo che non ci siano conseguenze per i lavoratori e l'azienda..

    il 17 aprile del 2012
    • Avatar anonimo di Anonima

      Anonima certo...passano anni quando viene ritrovato ...nella dimora ...del de cuis non quando abbiamo un testimone, quale un Notaio, che lo detiene da circa 20 anni...  

      il 18 aprile del 2012
  • Avatar anonimo di anonimus

    anonimus la signora delle cause perse...capisco poverina, l'hanno convinta visto che si tratta di miliardi...

    il 17 aprile del 2012
  • Avatar di alice

    alice Bhe l'anonima sopra ha già sentenziato.. senza nemmeno aver visto il testamento e senza ausilio di periti. A questo punto mi vien da dire "perchè scomodare il Tribunale?!". E' impressionante come certe persone abbiano la presunzione di sapere di tutto e di tutti.  

    il 17 aprile del 2012
    • Avatar anonimo di anonima

      anonima forse e' meglio che rilegga...
      Il volere era mantenere i 200 posti di lavoro a Bologna, condizione per accettare l'eredita'.. (lo dicono tutti i giornali...) e quindi non vendere  le quote...
      La presunzione la lascio a chi puo' permettersela..la mia e' solo una considerazione che se: il testamento non e' originale...e ribadisco non ci credo!!!  chi ereditera' non avra' piu' nessun vincolo e quindi potranno dividere e spostare la produzione..!!

      il 18 aprile del 2012
    • Avatar anonimo di giovanni

      giovanni magari la signora/ina ANONIMA ha già visto il testamento...visto che il è già pubblico e qualsiasi persona può chiedere copia per poterlo visionare...!!!

      il 17 aprile del 2012
  • Avatar anonimo di Anonima

    Anonima Un grande Uomo, quale era  il dr. Michelangelo Manini, non lascia nulla al caso..Studioso di Legge e Finanza, ha sicuramente scritto le Sue ultime e uniche volonta' nel dettato della Legge sul testamento olografo.
    Mossa prevedibile da parte dei "Gabbati"..e forse dietro abbiamo chi e' interessato al marchio e non al patrimonio...

    il 17 aprile del 2012
    • Avatar anonimo di Vittorio P

      Vittorio P Signorina sicuramente lei ha, anzi, ha avuto, conoscenze personali e frequentazioni assidue con il dr Manini, o forse il suo Amministratore Delegato le ha chiesto di scrivere quello che lei ha scritto

      il 17 aprile del 2012
  • Avatar anonimo di Vittorio P

    Vittorio P La Fac - o qualunque altra azienda - di proprietà della Chiesa sarebbe una perturbazione del mercato! Chi si mette a fargli concorrenza? Come stabilisce utili e prezzi? Come concepirà gli investimenti e la divisione degli utili? E se, per caso, un dirigente per colpa o errore evadesse il fisco, equitalia chiama il Papa e mettono un vincolo su San Pietro? Una follia! Diamo a Cesare (o alla cugina) quello che è di Cesare! Brava, vai avanti e non aver paura del rogo!

    il 17 aprile del 2012
  • Avatar di Guido Pini

    Guido Pini Il lascito è particolarmente strano; lasciare un'azienda alla Curia, altro che grattacapo, ma pensiamo anche ai lavoratori, che non sono solo in Italia. A memoria, non si ricorda che un'azienda di tali dimensioni venga lasciata alla Chiesa, piuttosto si crea una fondazione per opere benefiche. Forse i parenti fanno bene a guardare a fondo...

    il 16 aprile del 2012