Eredità Faac: testamenti e ricatti, ma il prelato high-tech ha registrato tutto

Eccoci con l'odierna puntata del "romanzo-Faac": denaro, porporati, oscure stanze vaticane, finanzieri, furti e ora anche minacce telefoniche a un prelato 2.0

Non sono ancora noti i nomi dei quattro indagati per tentata estorsione ai danni della Curia di Bologna, ma sarebbero avvocati e mediatori che, per conto di alcuni parenti del defunto, e ricchissimo, Michelagelo Manini, avrebbero pressato e minacciato Carlo Caffarra perchè conciliasse ed elargisse 300 milioni ai delusi congiunti. Una missiva inviata a Bologna dal cardinale Giuseppe Versaldi, collega di conclave dell'arcivescovo felsineo.

CONOSCENZE IN VATICANO? I sedicenti mediatori avrebbero vantato conoscenze Oltretevere e nientepocodimenoche il placet di un ignaro Tarcisio Bertone, segretario di stato vaticano, ovvero il "premier" in abito talare. Ai consigli sarebbero seguite le minacce: il blocco della multinazionale dei cancelli, o meglio i ricatti a un gruppo solido ben piazzato sul mercato. Quindi oltre all'ingrediente oscuro e papalino, anche quello finanziario. Anche l'arcivescovo Caffarra sarebbe stato contattato da due "colleghi" romani che però avrebbero incassato un secco "no".

TELEFONATE. Come si direbbe a Bologna, il prelato bolognese non è stato "mica biondo", e ha registrato le telefonate che poi ha consegnato in procura.

FASCICOLI. La Procura non è stata a guardare e infaga per falso, per capire se i testamenti sono autentici, per tentato furto e violazione di domicilio, dopo la misteriosa intrusione nello studio dell'avvocato Moschetti, designato dalla Curia presidente Faac, e per tentata estorsione.

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Mentre Mariangela Mainini e lo zio Carlo Rimondi, i primi a impugnare il lascito a favore della Curia, ribadiscono la loro estraneità e il rifiuto sin dall'inizio della querelle di trattare con terze persone.

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