Spettacolo 'gender' per le scuole: teatro presidiato e striscioni di protesta

Dopo giorni di polemiche è andato in scena ieri sera a Castello D'Argile lo spettacolo "Fà afafine". La Lega: 'Show che ha come unico scopo quello di accontentare le associazioni pro gender vicine al Pd'

Dopo giorni di polemiche è andato in scena ieri sera a Castello D'Argile lo spettacolo "Fà afafine", la storia di Alex, un ragazzino che non ha scelto di identificarsi nell'uno o nell'altro sesso. 

A teatro, presidiato dai Carabinieri, alunni e studenti delle scuole primarie e medie, e, dopo gli striscioni affissi la scorsa settimana in una scuola di San Pietro in Casale, ancora scritte e dissenso ieri sera.  

"Non rovinerete l'infanzia dei nostri figli" è lo striscione a firma Lega Nord affisso davanti al Municipio di San Pietro in Casale, un invito a "dissociarsi da tale (diseducativa) iniziativa, – dicono il commissario provinciale della Lega Nord bolognese, Carlo Piastra, ed il consigliere comunale di San Pietro, Mattia Polazzi – perché la scuola dovrebbe preparare gli alunni ad affrontare la vita. Partendo dai suoi valori fondanti, come la famiglia, il rispetto delle istituzioni; non presentando questi spettacoli. I quali, in un’età in cui non si è ancora perfettamente in grado di comprendere le differenze di genere, si vedono propinare uno show che ha come unico scopo quello di accontentare le associazioni pro “gender” vicine al Pd".

"Abbiamo scelto di non mettere in atto la protesta davanti al teatro per non turbare i bambini" dice Polazzi che torna all'attacco dello spettacolo che qualche giorno fa è entrato nell'agenda del consiglio di istituto del territorio dell’Unione Reno-Galliera. "Alcune famiglie filo-Pd – ricordano Piastra e Polazzi – si sono appellate ai diritti di scegliere i contenuti dell’insegnamento, da parte del corpo docente. In questo caso, più che altro, parliamo di contenuti cari ad alcuni docenti, di impronta politica ben precisa, che vanno arrogandosi il diritto di parlare di questioni oggetto di profonde spaccature culturali, nella stessa società" quindi "due classi hanno preferito non assistere allo spettacolo. Sarebbe bello – concludono Piastra e Polazzi – che la stessa attenzione e pervicacia nel proporre e difendere i contenuti didattici delle teorie gender, fosse riservata anche alla famiglia tradizionale. Per questo, ci accingiamo a creare un evento in sua difesa e per approfondire il tema, proprio a San Pietro in Casale". 

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