Fallimento Mercatone, tutti assolti: "Non fu bancarotta"

Nessun rilievo da parte del Gip per una serie di operazioni societarie, realizzate fino al 2013, per trecento milioni di euro. I legali: "Siamo soddisfatti"

Sono stati tutti assolti perché il fatto non sussiste i sei imputati per bancarotta fraudolenta per distrazione in concorso nel processo con rito abbreviato nato dall'inchiesta della Guardia di finanza che aveva preso le mosse dal crac di Mercatone Uno.

Il gip di Bologna, Domenico Truppa, non ha quindi accolto le richieste del pm Michele Martorelli, che aveva chiesto per tutti la condanna a pene comprese tra due anni e quattro anni e quattro mesi. Ai sei imputati, tra cui ci sono le figlie del fondatore Romano Cenni (scomparso nel 2017), venivano contestate, in sostanza, una serie di operazioni societarie, realizzate fino al 2013, attraverso le quali sarebbero stati sottratti all'azienda circa 300 milioni di euro.

Nel dettaglio, Martorelli aveva chiesto di condannare, rispettivamente a due anni e a quattro anni e quattro mesi, gli ex amministratori dell'azienda Ilaro Ghiselli e Giovanni Beccari. Due anni, due mesi e 20 giorni erano invece stati chiesti per Gianluca Valentini, figlio dell'altro fondatore di Mercatone Uno, Luigi, mentre per quanto riguarda le figlie di Romano Cenni il pm aveva chiesto una pena di due anni e otto mesi per Elisabetta e di quattro anni e quattro mesi per Susanna e Micaela. Per capire come si sia arrivati all'assoluzione con formula piena bisognera' attendere le motivazioni della sentenza, che dovrebbero essere depositate nel giro di 90 giorni.

Mercatone Uno, odiessa infinita: è nuova crisi

"Siamo soddisfatti di un risultato che premia le condotte assolutamente legittime e corrette della famiglia Cenni, sia all'epoca dei fatti contestati sia, soprattutto, quando il gruppo entrò in crisi e furono impiegate ingentissime risorse familiari, messe a disposizione della società". Questo il commento dell'avvocato Luca Sirotti, che assieme a Chiara Tebano rappresenta Elisabetta, Susanna e Micaela Cenni, figlie di Romano, e l'ex amministratore Giovanni Beccari, dopo la sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste nel processo con rito abbreviato.

Parlando con i cronisti subito dopo la lettura del dispositivo da parte del gip di Bologna, Domenico Truppa, Sirotti si dice anche soddisfatto "per la scelta del giudice di disporre una perizia, che ha consentito di svolgere la discussione su basi strettamente tecniche". Sulla stessa lunghezza d'onda anche il difensore dell'ex consigliere Ilaro Ghiselli, Lorenzo Maria Corvucci, e il legale di Gianluca Valentini -figlio del socio storico del gruppo Luigi- Tommaso Guerini, che commenta la sentenza affermando che "oggi si conclude una vicenda lunga e dolorosa, in cui tutti gli imputati hanno sempre proclamato la loro innocenza", aggiungendo che l'assoluzione arriva all'esito di un processo che "ha dimostrato la liceità di ogni singola operazione". (Ama/ Dire)

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