Furti di farmaci anti-tumore per rivenderli all'estero: 17 arresti

Disarticolata associazione a delinquere specializzata: rubavano farmaci anti-tumorali dalle farmacie ospedaliere per poi 'esportarli' in cattivo stato di conservazione rendendoli inefficaci. Pizzo alla Camorra

Disarticolato traffico di farmaci antitumorali rubati in Italia e reimmessi sul mercato estero.
Dalle prime ore della mattina, in varie località della Campania, del Piemonte, della Lombardia e della Liguria, i Carabinieri del Comando Provinciale di Ferrara, in collaborazione con l’Arma territoriale e con il contributo dei militari del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute (NAS), stanno dando esecuzione a 17 ordinanze di custodia cautelare  (16 in carcere e un arresto ai domiciliari), nei confronti di altrettante persone, emesse dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bologna su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo felsineo, che dovranno rispondere di furto aggravato, associazione a delinquere, ricettazione, appartenenza ad associazione camorristica e, in base all'articolo 433, ovvero commercio o somministrazione di medicinali guasti o imperfetti. Gli arrestati sono tutti originari della Campania. 

"Un reato odioso" ha detto il procuratore capo Giuseppe Amato "non solo per i notevoli costi per le casse pubbliche, ma anche perchè si tratta di farmaci anti-tumorali, che quindi colpiscono gli tenti deboli" che in Italia vengono somministrati solo in ambito ospedaliero e che quindi venivano rivenduti all'estero, in cattivo stato di conservazione. 

L’operazione conclude un’indagine, avviata nel 2014 e supportata da attività tecnica e da riscontri investigativi sul campo, che ha permesso di documentare la sussistenza di una associazione a delinquere specializzata nel furto di medicinali (in gran parte selezionati tra quelli a costo elevato e destinati al trattamento di patologie oncologiche e croniche) presso farmacie ospedaliere  del centro\nord Italia e nella successiva reimmissione sul mercato nazionale ed europeo. (GUARDA IL VIDEO)

In queste ore i militari operanti stanno sottoponendo una diciottesima persona alla misura cautelare personale coercitiva dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Nell’ambito dello stesso procedimento è inoltre in atto un’articolata serie di perquisizioni a Brescia, Bergamo, Cuneo e Genova.

Al momento sono stati scoperti e contestati 13 furti in farmacie ospedaliere, 7 furti di natura diversa (per esempio di medicinali per animali ovvero di una cassaforte all’interno della ASL di Bologna, via Toscana). Sono ancora in corso perquisizioni presso farmacie che potrebbero essere coinvolte nel traffico illecito di farmaci di categoria A e C, ovvero a carico del paziente o del Servizo Sanitario Nazionale. Per quanto riguarda i farmacia di fascia H, anti-tumorali totalmente a carico del Sistema Sanitario Nazionale, quindi utilizzabili solo dagli ospedali, che li somministrano gratuitamente ai malati, questi venivano 'esportati'. 

"Reati che sottraggono il malato alla cure di cui necessita - ha detto il Tenente Colonnello Marco De Martino, comandante del reparto operativo di Ferrara - questi prodotti commercializzati nel nord-Europa necessitano di determinati criteri, quindi il prodotto diventa inefficace" in sostanza "alcuni pazienti oncologici non hanno ricevuto l'adeguato trattamento". 

"Farmaci rubati e ricettati attraverso un'idonea struttura logistica - ha dichiarato il comandante dei NAS di Bologna Umberto Geri -i farmaci di categoria A e C venivano reimmessi all'interno di farmacie del territorio nazionale, mentre per quanto riguarda quelli di fascia H sono state puliti attraverso società e venduti". 

'PIZZO' ALLA CAMORRA. Vicini al clan camorristico dei Licciardiello di Secondigliano, i ladri per poter 'lavorare' in tranquillità versavano 10mila euro al mese e 50mila euro una-tantum. 

AVVIO INDAGINI. Nel primo semestre del 2014 in Italia si è registrato un incremento dei furti di medicinali nelle farmacie degli ospedali: 90 reati in 17 mesi, un affare da 22 milioni di euro in 2 anni. Una vera e propria organizzazione a delinquere (caratterizzata da una struttura verticistica) con figure e compiti, dotata di ampia disponibilità di mezzi per gli spostamenti e di immobili per lo stoccaggio dei medicinali rubati. 

MODUS OPERANDI. L’organizzazione non si limitava al furto e allo stoccaggio dei farmaci, ma anche della reimmissione in commercio dei farmaci rubati, tendenzialmente di fascia H che  negli altri Paesi europei, possono essere venduti anche dalle farmacie. All'uopo era stata costituita una articolata organizzazione di aziende in Europa dell’Est. 

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Commenti (2)

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