Fase due e scuole chiuse, il grido dei genitori per le Carracci: "Basta aspettare, vanno ricostruite"

Flash mob davanti all'area che un tempo ospitava le scuole di via Felice Battaglia. Un giro tra i partecipanti: "Riescono a fare uno stadio da trenta milioni, ma una scuola non è priorità". Anche la sardina Mattia Santori tra il pubblico

"A momenti riescono prima a costruire il nuovo stadio del Bologna che non una scuola". Si sfoga così Alessandra, una delle mamme che hanno partecipato al flash-mob per il ritorno delle scuole Carracci in via Felice Battaglia.

Organizzato dal comitato 'Riapriamo le Carracci' l'evento di oggi ha radunato un centinaio di genitori con figli al seguito, per protestare di fatto contro l'annosa inerzia che da dieci anni affligge la storia della vecchia scuola media.

"Vorremmo capire perché, in piena emergenza scuola per il coronavirus non è possibile far partire immediatamente il cantiere" domanda alla platea con un megafono l'esponente del comitato Marta Forlai, mentre bimbi e ragazzi si intrufolano tra i nastri bianchi e rossi fissati per mantenere il distanziamento. "Esistono deroghe, appalti veloci e procedure semplificate per le emergenze -continua Marta- perché non si applicano anche a questo caso?".

Poco dopo l'intervento al megafono si fa vedere anche Mattia Santori, esponente del movimento delle Sardine. Profilo basso, si limita a scherzare con i bimbi e a parlare a qualche genitore, ma non interviene pubblicamente.

Scuole Carracci: odissea edilizia lunga dieci anni

Quella delle scuole Carracci è una vicenda annosa, la più complicata dal punto di vista dell'edilizia scolastica. Chiusa nel giugno 2010 per instabilità infrastrutturali, negli anni l'iter per la riqualificazione è andato faticosamente avanti a colpi di stop and go, tra querelle stato-enti locali e ritardi sui progetti. In mezzo a tutto ciò non sono mancate diverse occupazioni abusive. Nell'aprile 2019 le ruspe però sono partite, e hanno demolito il vecchio edificio.

Ora, che delle vecchie scuole non rimangono che cumuli di terreno smosso, si fa largo il progetto vincitore del bando lanciato dalla città metropolitana, ma sulla realizzazione restano le incognite sui tempi di realizzazione. L'ultima scadenza nota vede l'orizzonte a settembre 2021, comunque troppo in là secondo i genitori per una emergenza, quella del coronavirus, che impone a settembre una riapertura con il doppio degli spazi da mettere a disposizione per bambini e ragazzi.

"Il momento storico ci ha fatto tornare in mente, ma lo sapevamo già, quanto sia importante avere dei posti nella scuola. Le Carracci sono un esempio: ormai sono 10 anni che ci manca una scuola- spiega Ilaria Gamberini, tra le organizzatrici del presidio- c'è bisogno di spazi. I ragazzi hanno bisogno di strutture per poter andare a scuola e del contatto con i loro insegnanti. La didattica a distanza e' una didattica di emergenza"

"Se la scuola non riapre a settembre, con la Dad (didattica a distanza, ndr) siamo ben al di sotto del limite dell'accettabilità" fa notare Michele, residente e commerciante, con un figlio di tre anni che l'anno prossimo andrà all'asilo. "Per tutti i genitori è dura: i bimbi non si concentrano, se poi ci sono fratelli diventano più aggressivi tra di loro. non c'è niente da fare: ai bimbi serve la scuola vera, la socialità".

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Silvia e Alessandra, mamme rispettivamente di due e un figlio, invece parlano nel merito del 'caso' delle Carracci: "Ci andavamo anche noi da piccole, già allora era pericolosa. Ma come, costruiscono uno stadio nuovo al Bologna e non riescono a fare una scuola?" si interrogano. "Evidentemente, non c'è interesse -si risponde Silvia- noi non muoviamo abbastanza denaro".

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