Piena Reno, a Panigale situazione rientrata: "Ma nella bassa bolognese situazione ancora grave"

Così il vicepresidente Marco Piazza sulla piena del fiume che ha causato ingenti danno all'attività agricola e produttiva del nostro territorio. Ancora gente sfollata e cumuli di detriti di vario genere da sgomberare. Confagricoltura: danni per 6 milioni di euro nei campi

Il disastro a Castel Maggiore dopo la furia dell'acqua dello scorso 2 febbraio 2019

Il fiume Reno è rientrato negli argini a Bologna, ma i disagi restano, soprattutto nella bassa bolognese. Ancora gente sfollata, ancora cumuli di detriti da smaltire. CastelMaggiore e Argelato le località più martoriarte. Qui la furia dell'acqua ha seminato i danni maggiori, inghiottendo campi, strade, allagando case, cantine. Colpendo l'agricoltura e le attività produttive del luogo.

La devastante esondazione del Reno oggi ha tenuto banco in consiglio comunale a Bologna. Il vicepresidente  Marco Piazza ha infatti aperto la seduta  con un intervento che esprime solidarietà a tutti i cittadini colpiti e poi ha fatto il puntio della situazione.

Esondazione Reno: nel comune di Bologna colpito Borgo Panigale, la situazione

"Il consiglio comunale di Bologna esprime solidarietà a tutti i cittadini colpiti dal grave allagamento. Dopo l'ondata di sabato scorso, il Reno a Bologna e' tornato dentro gli argini. A Borgo Panigale la situazione è rientrata anche se il fiume ha portato a valle un'abbondante quantità di detriti di vario genere, questo materiale che negli ultimi due giorni si e' depositato a ridosso dei piloni del Pontelungo, a Borgo Panigale. Ad oggi 40 delle 44 persone sfollate sono potute rientrare nelle loro case", così Piazza facendo il punto della situazione dei disagi della piena nel comune di Bologna.

Esondazione Reno, Castel Maggiore: le immagini dell'argine rotto | VIDEO

Piena fiume Reno, la situazione nei comuni della bassa bolognese

Il vicepresidente ha poi ripercorso anche la situazione nei comuni della bassa bolognese. "Nei territori dell'unione Reno Galliera la situazione è ancora grave, qui infatti la piena ha creato danni ingenti. In particolare ad Argelato, a Castelmaggiore-  località Boschetto - dove l'argine si è rotto proprio in corrispondenza del cantiere in corso. Auspichiamo che tutte le famiglie possano rientrare nelle loro case e si possano ricevere tutela per i danni subiti dalle attività produttive e dall'agricoltura." 

Esondazione Reno, Argelato: “Invasi da acqua e fango, è un disastro”

Esondazione del Reno, danni per 6 milioni di euro nei campi

La conta dei danni è partita. Quella reale si intende, fatta di sopralluoghi e indagini nei campi flagellati dall’esondazione del Reno, all’interno di capannoni ed edifici investiti dall’onda funesta, e non quella diramata nelle ore del disastro magari guardando l’acqua che pian piano saliva.

Stamattina i vertici di Confagricoltura Bologna hanno scandagliato il territorio circoscritto tra i comuni di Castel Maggiore e Argelato. A seguito del giro di ricognizione fanno sapere che "sono circa 500 gli ettari - in località Boschetto dove si è rotto l’argine -, che hanno subito i danni maggiori in termini di ripristino della rete viaria e di scolo. Il tutto quantificabile in 2.000 euro a ettaro, ai quali bisogna aggiungere complessivamente un milione di euro per la mancata produzione 2019. Su altri 2.000 ettari circa, nell’area circostante, si può stimare una perdita di PLV fino a 4 milioni di euro. Inoltre, sono stati sommersi dall’acqua capannoni, fabbricati e case, incluse scorte e macchinari, ma il danno seppur ingente non è ancora quantificabile".

Il monito del presidente di Confagricoltura Bologna, Guglielmo Garagnani, suona perentorio: «Fare in fretta ad accertare le responsabilità e risarcire il danno alle imprese». Non solo. «Chiediamo anche – spiega nel dettaglio - misure specifiche per le aziende danneggiate ossia l’esonero fiscale e l’azzeramento dei contributi previdenziali e consortili. Significa: estendere l’esonero IMU, ora previsto solo per CD (coltivatori diretti) e IAP (imprenditore agricolo professionale), a tutti i proprietari di terreno e ai fabbricati; azzeramento contributi previdenziali dei lavoratori autonomi e datori di lavoro e dei contributi consortili dovuti per lo scolo e per il beneficio di disponibilità irrigua».

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