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Moschea a Bologna, FI contro: 'Pronti anche a Corte Conti e referendum'

 

Si parte a settembre in contemporanea con il primo passaggio in commissione dell'atto, con un invio massiccio di e-mail, "circa 20.000", ai bolognesi e con una raccolta firme in tanti banchetti in giro per la citta' (altri ne ha in mente la Lega). Ma Forza Italia, che ha gia' chiesto in accesso agli atti per fare i calcoli, e' pronta anche a rivolgersi alla Corte dei conti o a chiedere un referendum pur di fermare la moschea a Bologna.

La decisione annunciata nei giorni scorsi dal sindaco Virginio Merola, che in giunta ha portato un atto per dare il via a una permuta per un'area da circa 6.000 metri da assegnare per 99 anni al centro di cultura islamica, e' "inaccettabile" per il parlamentare Galeazzo Bignami, il capogruppo in Comune Marco Lisei, il consigliere Francesco Sassone e per il coordinatore del centrodestra per Bologna, Davide Nanni. E le ragioni sono molte. Tanto per cominciare, attacca Bignami, "non esiste il diritto di avere un luogo di culto senza un'intesa a livello nazionale, che mai e' stata firmata". Poi la permuta alla pari proposta da Merola "suscita parecchi dubbi", visto che la comunita' islamica "pagherebbe 4.000 euro all'anno per un terreno e un immobile che ne valgono 46.000". Dunque "perche' regaliamo questi soldi a chi fa attivita' illegali nei tanti luoghi di culto illegali che ci sono a Bologna?". Sassone e Lisei hanno gia' fatto un accesso agli atti per capire se il valore dato a quello spazio dai tecnici del Comune, 305.000 euro, e' congruo e se lo e' la cifra individuata per un eventuale riscatto del terreno da parte delle comunita' islamica (250.000 euro dopo i primi anni). Se non lo fosse o se si riscontrassero dei disvalori nell'operazione, sottolinea Bignami, ci sarebbero le premesse per un esposto alla Corte dei conti.

E comunque "noi siamo pronti anche al referendum", magari lavorando assieme alla Lega non esclude il parlamentare, anche perche' "qui a Bologna l'alleanza c'e' e soprattutto su temi sui quali siamo ultra d'accordo". Per i forzisti, poi, non va dimenticato che con l'atto "si cede un'area verde, il diritto di superficie, l'immobile e' ancbe la possibilita' di ampliare", e poi la zona di viale Felsina che sarebbe destinata all'operazione ha gia' abbastanza problemi", e i cittadini da questa scelta "sarebbero tagliati fuori". Insomma, "non solo prima si lascia che negli scantinati si facciano le preghiere in maniera illegale quando un qualsiasi privato avrebbe gia' vigili e forze dell'ordine alla porta, ma poi si concede anche uno spazio per la moschea". Forza Italia "preoccupata per l'impatto che tutto questo potrebbe avere sui cittadini", e' dunque pronta alla battaglia. "Su tutti i fronti previsti dalle norme". (agenzia Dire)

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