Frodi alle aziende sanitarie: raffica di arresti, ai domiciliari anche dirigente del bolognese

Avrebbero presentato alle Aziende Sanitarie rendicontazioni non veritiere. Ai domiciliare anche dirigente del bolognese

"Un sofisticato ed esteso sistema di frode, in materia di spesa socio-sanitaria, ai danni dei bilanci delle Regioni Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Sicilia". E' quanto hanno scoperto le Fiamme Gialle di Udine. Lo riferisce Udine Today. 

E' stato arrestato un manager friulano, oltre a altre misure a carico dei presunti responsabili, tutti dirigenti, compresa una 64enne residente nel bolognese, ora ai domiciliari. Per la maggior parte di loro è prevista la misura interdittiva di esercitare attività imprenditoriali connesse o collegate con l'assistenza agli anziani, ai minori e soggetti in stato di capacità limitata. È stato ordinato, inoltre, anche il sequestro di beni e valori per oltre 10 milioni di euro, importo corrispondente alle risorse pubbliche illecitamente percepite. 

Le accuse

La società del gruppo, come ritengono gli inquirenti, avrebbero percepito illecitamente contributi pubblici per un importo quantificabile in oltre 10 milioni di euro. Il risultato sarebbe stato ottenuto presentando alle Aziende Sanitarie territorialmente competenti rendicontazioni non veritiere in ordine agli standard quantitativi e qualitativi dei servizi assicurati nelle proprie strutture. In particolare, le strutture operative della società, per massimizzare i profitti d’impresa, avrebbero compresso al massimo il costo del personale di servizio impiegato ed erogato prestazioni diverse per quantità e qualità rispetto agli standard normativamente e contrattualmente previsti. Così facendo – fanno sapere gli inquirenti – si sarebbe determinata una minore assistenza ad anziani e minori, anche a rischio di pregiudicarne il benessere e la salute. A tale scopo sarebbero state rendicontate anche maggiori ore di assistenza socio-sanitaria, considerando tra queste prestazioni anche quelle effettuate da personale privo delle necessarie qualifiche e, di fatto, impiegate solo nei servizi di pulizia e di cucina. La documentazione attestante le presenze giornaliere degli operatori assistenziali e le ore di lavoro da loro realmente prestate sarebbe stata sistematicamente distrutta e occultata agli organi di vigilanza. Altre volte, prestazioni mai rese ai propri degenti sarebbero state falsamente rendicontate sulla base di fatture false emesse da professionisti compiacenti. Le irregolarità, che abbraccerebbero anche i rapporti di impiego delle unità di lavoro, costituirebbero anche un raggiro degli ospiti privati che, a fronte delle rette di degenza pagate, avrebbero ottenuto prestazioni assistenziali inferiori.

L'operazione

Il sistema di frode è emerso grazie a una verifica fiscale condotta dalla Guardia di Finanza che ha notato alcune criticità nella rendicontazione degli oneri alle Aziende Sanitarie nel comparto dell’assistenza agli ospiti delle residenze per anziani e delle comunità per minori. "Attraverso successive scrupolose indagini tecniche e complessi riscontri documentali – si legge nel comunicato – è stato possibile acquisire le prove delle illecite attività realizzate ed ancora in corso su più strutture operative ed individuare specifici profili di responsabilità connessi alle scelte imprenditoriali del socio di maggioranza della società, il quale, pur non avendo alcun formale ruolo amministrativo, di fatto aveva escogitato ed attuava, insieme con i suoi collaboratori, una politica aziendale volta a massimizzare i profitti, consapevole di truffare le Aziende Sanitarie".

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