Bologna abbraccia Gianlorenzo, il papà: "Mio figlio è vostro figlio, è figlio di tutti"

In centinaia ai funerali del bimbo di due anni e mezzo morto dopo una caduta da un carro di Carnevale. L'arcivescovo Zuppi: "Oggi Gianlorenzo è un angelo, è luce"

Bianco e azzurro. Sono i colori dei palloncini che la famiglia Manchisi lancia in cielo per dare l'ultimo saluto a Gianlorenzo, il bimbo di due anni e mezzo morto dopo la caduta da un carro di Carnevale martedì scorso. 

La chiesa di San Giuseppe del Cottolengo in via Marzabotto è gremita: il sagrato è già affollato quando la piccola bara bianca arriva in corteo dalla Certosa. Dall'altare, l'arcivescovo Zuppi diffonde parole d'amore, di speranza, nelle quali spera la famiglia possa rifugiarsi.

"Oggi Signore, di fronte alla morte di Gianlorenzo sentiamo l'ingiustizia del male. Gianlorenzo era solo amore, lo dava e lo riceveva. Era solo gioia - afferma - gioia della vita. Una scoperta continua. Oggi tutto sembra perduto, ma abbiamo fede in te Dio. Sentiamo il tuo amore che apre uno spiraglio di luce e che illumina il nostro dolore".

"Gianlorenzo oggi è un angelo - continua - e c'è tanta luce, non è un caso. Oggi è una giornata limpidissima, mi hanno detto che dai colli quasi si vedono le Alpi. Quasi ad aiutarci a vedere lontano, a pulire i nostri occhi e vedere quel mistero oltre la vita che spesso non sappiamo vedere".

Prima della benedizione, Giuseppe, il papà di Gianlorenzo, prende la parola, cercando di esprimere con le parole tutto il suo dolore, tutto l'amore. "Se potessi tornare idietro rifarei tutto daccapo. Cambierei solo il finale che ti ha strappato dalle nostre braccia, ci mancherai nostro principino. Ti ameremo per sempre".

"Mio figlio è vostro figlio, è nostro figlio - conclude - ogni genitore è padre di tutti i figli".

Prima di lui, tanti amici leggono messaggi: "Quando succedono queste cose improvvisamente tutto il mondo diventa esperto di ogni singolo particolare e di colpo c'è chi diventa il miglior genitore che esista", dice un amico tra gli applausi dei presenti.

"Come sempre accade, dopo, siamo tutti i migliori allenatori del mondo, quando la partita è già stata giocata. Senza mai sapere davvero i particolari", conlcude.

"Sogni, sorrisi e ricordi - legge un altro amico - sogni, sorrisi, ricordi, giustizia e un immenso rispetto per il vostro dolore. Questo tutti noi ve lo dobbiamo, sottolineamo, ve lo dobbiamo e vi dobbiamo una carezza. Ieri sera, stasera e tutte le sere che vorrete averla. Ciao Lollo". 

Alla fine dei funerali, ai quali erano presenti il sindaco Virginio Merola e la vicesindaca Marilena Pillati, il fratello di Gianlorenzo prende la parola e ringrazia: "Grazie. Ringrazio chiunque sia venuto oggi: colleghi, amici e compagni di scuola. Tutte le persone che ci sono vicine. Oggi il mio fratellino è volato in cielo con questi palloncini. Sono orgoglioso di lui".

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