Condannato all'ergastolo in Libia ex patron Rimini Yacht

Giulio Lolli era stato arrestato dalle forze speciali. Si era reso latitante dopo il crac dell'impero degli yacht. Più vicina l'estradizione in Italia

E' stato condannato alla pena dell'ergastolo in Libia l'ex patron di Rimini Yacht, Claudio Lolli, 54 anni, latitante dal 2010. La sentenza pronunciata a Tripoli segue la sua complessa vicenda giudiziaria, aperta su entrambi i fronti del Mediterraneo. Lolli infatti è latitante da oltre dieci anni per la giustizia italiana, ma l'arresto, avvenuto nel 2017, da parte delle forze speciali della Marina Libica (fedeli al governo di Tripoli) hanno riacceso i riflettori sull'imprenditore delle barche di lusso romagnolo, travolto dalle inchieste sul crac del gruppo che guidava.

Come riporta Riminitoday, della vicenda Lolli si erano interessate anche le autorità consolarti italiane in Libia, dato che per molto tempo su di lui non erano state formulate accuse precise, accuse poi formalizzate e legate alle sue attività di fiancheggiamenti di milizie locali avversarie del governo.

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Da latitante a capo della milizia navale, imprenditore bolognese arrestato in Libia

La sentenza infatti riguarda quest'ultimo capo di accusa, mentre in Italia su di lui rimangono sospese le accuse di associazione per delinquere, truffa, falso e appropriazione indebita, con il fascicolo ancora sul tavolo del pm Davide Ercolani. La viceministra dell'allora governo Conte uno Emanuela Claudia del Re, interrogata in parlamento a proposito della questione, aveva fatto sapere che Lolli avrebbe potuto essere estradato solo dopo che "sarà definita la sua posizione nei confronti della giustizia libica“. Sembra essere quindi più vicina l'estradizione per Lolli, trasferimento a cui il 54enne aveva, al tempo dell'arresto, consentito.

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