Hera, bolletta da 'infarto' per un'anziana di Ozzano: consumo d'acqua per 17 mila euro

Colpa di una perdita e un contatore non piu' a norma e malfunzionante, secondo la pensionate, che dopo anni di battaglia legale, si è vista cancellare dal Tribunale la maxi-bolletta. Federconsumatori: 'Precedente importante, non è l'unico caso"

Bolletta Hera da record per un'anziana signora di Ozzano, che - difesa dagli avvocati di Federconsumatori - sosteneva fosse tutta colpa di una perdita delle tubature e un contatore non piu' a norma di legge e per di più malfunzionante. Dopo quattro anni di battaglia legale, la signora si è vista cancellare dal Tribunale la maxi-bolletta da quasi 17.000 euro che aveva ricevuto nel 2009 da Hera, condannata invece a pagare circa 3.000 euro di spese legali insieme alla società di recupero credito Sorit. E' la vicenda raccontata ieri dall'avvocato Giampiero Falzone e dal presidente di Federconsumatori Bologna, Maurizio Gentilini.

Si parte nel 2007, con la sostituzione del contatore malfunzionante da parte di Hera (la signora aveva cominciato a segnalare i problemi due anni prima). La verifica sullo strumento è stata però eseguita senza la presenza di un tecnico di fiducia della signora, che lo aveva richiesto. Nel 2009 arriva da Hera la fattura da 16.739 euro come "conguaglio pregresso- spiega Falzoni- per consumi pari a una piscina olimpionica", mentre la signora abita in una "normale casa da 80 metri quadri". Nella sentenza del Tribunale, si parla di "consumi eccedenti al triplo della media dei tre anni precedenti". La signora si rivolge a Federconsumatori, ma di fronte alle contestazioni dell''associazione "Hera risponde picche", afferma Falzone. E anzi, si rivolge alla società di riscossione Sorit di Ravenna, che fa un'ingiunzione di pagamento a cui segue, al momento della notifica, anche un atto di fermo amministrativo del''auto della signora, sospeso dal giudice alla prima udienza insieme all'ingiunzione di pagamento.

Tutti questi elementi, compreso l'obbligo di presentare causa al Tribunale non di Bologna ma di Ravenna, dove ha sede la società di riscossione, fanno parlare Federconsumatori di "vicenda grottesca che per fortuna si è conclusa bene- sottolinea Falzone- il Tribunale ha accolto in pieno le nostre istanze", perchè "Hera non ha fornito le prove dei consumi" che chiedeva di pagare. Nella sentenza il giudice da' ragione a Federconsumatori e alla signora, che sostengono come i consumi contestati siano "riconducibili non ai consumi d'acqua effettuati dall'utente, dal momento che nel settembre 2005 vi era stata una perdita d'acqua nel tratto di competenza di Hera", nella "tubatura esterna a monte del contatore (tesi contestata dall'azienda, che però "non ha dimostrato" il contrario, ndr)". Inoltre, il contatore era "non funzionante e comunque al di fuori dei limiti di tolleranza previsti ex lege". Il consumo abnorme, dunque, anche se "non dovuto per la fuoriuscita di acqua, non poteva ritenersi scientificamente provato" da Hera, a cui viene contestato anche di non aver applicato in questo caso "la tariffa agevolata e lo storno delle voci fognatura e depurazione in bolletta", come previsto dal regolamento dell'azienda.

Il giudice ha dunque annullato la maxi-bolletta "dopo aver stigmatizzato la carenza dei requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità del credito ingiunto". Secondo Federconsumatori, questo è "un precedente importante, perchè non è l'unico caso: ne abbiamo una trentina ogni anno, anche per cifre maggiori". Gentilini e Falzone ricordano che il regolamento Ato del 2009 "impegna Hera a dare una garanzia assicurativa per i consumatori contro le perdite d''acqua. Ripartiamo da quell''impegno- insiste Federconsumatori- a Ravenna è già prevista un'assicurazione, pagando qualcosa in bolletta. Perchè  a Bologna Hera non lo fa?".

(AGENZIA DIRE)

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